«Donazioni in calo, ma quella gente ha ancora bisogno»

ISOLA DEL GRAN SASSO. «La speranza in questa guerra è la solidarietà, l’aiutarsi a vicenda, nonostante tutto!». A parlare è Sergio D’Ascenzo, presidente dell’associazione Kerigma di Isola del Gran...
ISOLA DEL GRAN SASSO. «La speranza in questa guerra è la solidarietà, l’aiutarsi a vicenda, nonostante tutto!». A parlare è Sergio D’Ascenzo, presidente dell’associazione Kerigma di Isola del Gran Sasso che invia aiuti umanitari in Ucraina. D’Ascenzo parla nell’incontro organizzato dal Comune di Isola sull’accoglienza del paese ai rifugiati ucraini dopo quella data ai migranti dell’Afghanistan, Siria, Pakistan e Nord Africa. Isola è un esempio virtuoso in tema di solidarietà grazie anche alla presenza di Kerigma e dell’associazione Salam, che gestisce un centro migranti. Un’ospitalità ribadita dal sindaco Andrea Ianni che insieme al vice sindaco Francesca Melozzi ha omaggiato in municipio le famiglie del soldato volontario ucraino Ruslan Zhydkov e di Nelia Tanabash, la mamma che attende la verità sulla sorte del figlio rimasto in Ucraina. «Siete i benvenuti», ha detto loro il primo cittadino, «siamo dalla vostra parte per aiutarvi qui attraverso le nostre strutture e lì attraverso l’opera umanitaria di Kerigma. Per qualsiasi esigenza siamo presenti».
L’incontro è stato commovente per la situazione ucraina raccontata dai testimoni, ma anche un momento di riflessione sull’importanza della solidarietà che non ha confini e che, come ha sottolineato D’Ascenzo, sta, purtroppo diminuendo. «Con Kerigma abbiamo inviato 200 Tir carichi di aiuti, ma l’attenzione nelle donazioni sta scendendo e non possiamo permettercelo», ha proseguito, «con i nostri coraggiosi collaboratori, alcuni purtroppo deceduti sotto le bombe, continuiamo a portare cibo, sacchi a pelo, generatori alle persone che non possono lasciare l’Ucraina e che dimostrano tra di loro grande spirito solidale. Gente provata fisicamente e soprattutto psicologicamente, con i carri armati che passano in continuazione per ricordare loro che la guerra c’è sempre».
D’Ascenzo e Simona Ferandez di Salam hanno illustrato l’imponente crisi umanitaria e sanitaria e un progetto finanziato dalla Regione Puglia per 50mila euro per comprare materiale medico per un ospedale e per portare, attraverso il ministero della Salute, i bambini con malattie oncologiche a essere curati in Italia. «I rifugiati ucraini vogliono riprendersi la propria vita, ma non ce la fanno perché hanno uno stress post-traumatico troppo forte», ha spiegato Fernandez, «non sono comuni profughi, ma hanno una percezione, proprio perché non abituati alla guerra, diversa dagli altri popoli in fuga. Inoltre sono bombardati da continue notizie dai parenti e dagli amici in Ucraina e rimane molto difficile per loro la stabilizzazione emotiva e impiantare un percorso di rinascita. Questo ci deve portare a stare loro vicino e a trovare i modi giusti per aiutarli».(a.d.f.)
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