Donna cade in un tombino rotto

Il guasto esiste da tempo ma non è segnalato, accuse al Comune
GIULIANOVA. C'è chi dice che è così da due mesi, chi invece parla di un anno e chi addirittura afferma che in quel tratto i problemi di acqua ci sono da sei anni. Una cosa però è certa, il tombino di via XXIV maggio da cui zampilla acqua chiara, che invade il marciapiede e parte della carreggiata, non è ancora stato sistemato, nonostante le segnalazioni arrivate alla polizia municipale e al settore tecnico del Comune. Raggiunta al telefono, l'assessore Francesca Guerrucci ha auspicato al più presto l'avvio dei lavori ma non è stata in grado di fornire una data precisa. E intanto ieri sui social si è scatenata la bufera quando sulla pagina "Sei giuliese se..." è apparso il post che riferiva di un brutto incidente proprio su quel tombino: «Ieri pomeriggio mia sorella è caduta nel tombino della famosa perdita di acqua di via XXIV maggio», ha scritto un uomo, «si è ritrovata nell'acqua fino alla vita rimettendoci l'orologio e il telefono e riportando anche un bel dolore alla schiena. Fortunatamente nulla di più grave. Si è recata dai carabinieri per denunciare il fatto e i militari hanno provveduto a contattare la polizia municipale chiedendo loro di provvedere a segnalare l'anomalia, ma la municipale ha risposto che non è compito loro e hanno detto di rivolgersi all'ufficio tecnico. Ma è possibile che nonostante le numerose segnalazioni non si sia ancora provveduto, non dico alla riparazione, ma almeno a segnalare il pericolo?».
In poco tempo il post ha collezionato decine di messaggi e tra gli altri c'è chi ha scritto: «Abito in una traversa di via XXIV maggio, il problema di questi tombini è sorto dopo i lavori di ristrutturazione del palazzo perché hanno lasciato i tombini pieni di terra e pietre e, quando piove, l'acqua fuoriesce e i tombini presenti nelle vicinanze della caserma "esplodono". Con il passare del tempo evidentemente si è rotta qualche tubatura ed ora c'è questa perdita di acqua. Se non si affrettano a porvi rimedio, prima o poi crolla anche il palazzo».
Mirella Lelli
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