Donna morta in ospedale, si torna dal gip
Torna davanti al giudici per le indagini preliminari il caso della morte di Nadia De Prophetis, la donna di 43 anni di Arsita, morta in una sala operatoria dell’ospedale Mazzini. Il giudice per le...
Torna davanti al giudici per le indagini preliminari il caso della morte di Nadia De Prophetis, la donna di 43 anni di Arsita, morta in una sala operatoria dell’ospedale Mazzini. Il giudice per le udienze preliminare Roberto Veneziano ha accolto le eccezioni sollevate dagli avvocati difenso ri dei 10 medici indagati rinviando il caso davanti al gip per una nuova udienza riservata all’opposizione alla richiesta di archiviazione fatta dalla Procura. Proprio su questo punto i difensori avevano sollevato eccezioni sostenendo che nella precedente, quella in cui il gip aveva accolto l’opposizione dei familiari della donna respingendo la richiesta d’archiviazione fatta dalla Procura, gli indagati non fossero rappresentati. Alla donna, sposata con un carabiniere, era stata diagnosticata una stenosi del piloro, cioè un restringimento della valvola posta fra lo stomaco e il duodeno. Una patologia che era stata trattata in endoscopia all’ospedale di Atri con la classica tecnica dei palloncini che dilatano la valvola. Ma successivamente il quadro clinico si era complicato per una fissurazione del piloro, per cui sempre ad Atri la paziente era stata operata. Ma l’operazione non era stata risolutiva e per questo la donna si era rivolta all’ospedale di Teramo dove è morta in sala operatoria la mattina del 7 febbraio del 2019. I familiari si sono costituiti parte civile: il marito assistito dall’avvocato Wania Della Vigna, gli altri assistiti dall’avvocato Guido De Luca.

