Donna trovata morta in strada: processo per l’autista del minibus

11 Novembre 2024

È accusato di aver investito la 64enne Gabriella Di Ottavio in via Brodolini, non si accorse di nulla Nel fascicolo i tabulati telefonici: per la Procura mentre guidava parlava al cellulare con gli auricolari

TERAMO. Processo con il rito abbreviato per l’autista del minibus a cui la Procura contesta il reato di omicidio stradale: a quasi un anno dai fatti c’è un punto fermo a chiusura dell’inchiesta sulla morte di Gabriella Di Ottavio, la donna di 64 anni che nel dicembre dell’anno scorso venne trovata senza vita in via Brodolini, a pochi metri dalla sua abitazione.
La Procura ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio, l’ udienza davanti al gup è in programma per dicembre e l’indagato ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato. Secondo l’accusa del pm Silvia Scamurra, titolare del fascicolo, quel tardo pomeriggio del 18 dicembre dell’anno scorso il conducente del minibus di una ditta privata era al telefono cellulare con l’uso dell’auricolare (ricostruzione che per l’autorità giudiziaria si avvale del riscontro dei tabulati telefonici) mentre percorreva un tratto buio della strada provinciale 48 che da viale Cavour porta a Torricella Sicura, poco fuori dal centro urbano del capoluogo. Lo stesso percorso dalla donna che stava tornando a casa e che, sempre secondo l’accusa, sarebbe stata investita dal minibus il cui conducente non si sarebbe accorto di niente tanto da non fermarsi. Il corpo della donna, infatti, venne avvistato da alcuni passanti e automobilisti e solo grazie alle immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza della zona gli agenti della polizia stradale riuscirono a individuare il transito del minibus. Alcuni video delle telecamere di sicurezza della zona mostrarono un pulmino da 19 posti sobbalzare all’altezza della curva a gomito dove si trovava la donna che, intorno alle 18.30 stava rientrando nella sua abitazione che si trova a un centinaio di metri più avanti.
Il movimento del minibus, secondo investigatori e inquirenti, da subito fece indirizzare sull’ipotesi dell’investimento ed escludere che la 64enne fosse stata colpita durante una manovra del mezzo nello slargo brecciato su un lato della curva. L’autista del pulmino, rintracciato dagli agenti della polizia stradale nel corso della notte successiva al ritrovamento del cadavere, dichiarò di non essersi accorto di nulla anche e soprattutto a causa della mancanza di illuminazione pubblica in quel tratto di strada: assenza, quella della pubblica illuminazione, che da anni viene lamentata dai residenti della zona proprio sul fronte della sicurezza stradale. Nel fascicolo della Procura anche i risultati dell’autopsia che hanno escluso il malore evidenziando segni di gravi traumi sulla testa e sull’addome compatibili proprio con un investimento.
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