Donne picchiate, a giudizio due mariti

Sotto accusa un trentenne e un sessantenne teramani, il più giovane avrebbe inveito davanti ai figli
TERAMO. Età diverse, storie diverse, comportamenti uguali, almeno secondo l’accusa: aver maltrattato per anni le compagne e, nel caso del più giovane, anche davanti ai figli di minori.
Con queste pesanti accuse due teramani di 30 e 60 anni sono stati rinviati a giudizio per maltrattamenti rispettivamente dai gup Roberto Veneziano e Marco Procaccini. Ora le accuse dovranno essere provate nel corso dei dibattimenti che si apriranno a maggio e giugno. Ambienti e generazioni diverse, storie che si ripetono. Nel caso dell’uomo di 60 anni la moglie, da cui nel frattempo si è separato, lo accusa di averla maltrattata fisicamente e psicologicamente negli ultimi dieci anni di convivenza. «Inizialmente solo psicologicamente», ha raccontato la donna, «ma i poi anche con schiaffi e pugni con cui mi colpiva ogni volta che litigavamo». Litigi continui, soprattutto negli ultimi tempi della convivenza, soprattutto per delle questioni economiche. Stesso scenario nell’altro caso: quello della coppia di trntenni con lui accusato di picchiare la donna davanti ai due figli piccoli. Secondo la ricostruzione della Procura in questo caso l’uomo avrebbe in più occasioni anche minacciato di morte la donna costringendola a interrompere ogni rapporto con la sua famiglia d’origine che lui non voleva vedere. In una occasione l’avrebbe picchiata, mandandole in ospedale e accusandola di aver visto di nascosto alcuni suoi familiari. Stessa cosa sarebbe successa quando la donna avrebbe visto un’amica per confidarle quello che le stava succedendo. Anche in questa occasione, sempre secondo l’accusa, lui l’avrebbe scoperta e successivamente picchiata per punirla. È andata avanti così per mesi, fino a quando la donna, aiutata dai suoi familiari e da alcuni amiche, ha preso i figli ed è andata via di casa. Ma anche deciso di denunciare l’uomo e di raccontare alle forze dell’ordine quello che era successo. Sono scattate le indagini e per l’uomo è arrivata la denuncia per maltrattamenti. Poi la richiesta di rinvio a giudizio e successivamente il processo che ora dovrà accertare la verità. Almeno quella giudiziaria.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

