«Draghi ridia alle Province l’autonomia finanziaria»
TERAMO. «Scusate ci siamo sbagliati. Questo il messaggio corale che arriva dagli ospiti politici, dagli uomini e dalle donne di governo di qualsiasi colore, all’assemblea Upi che si è svolta a Parma....
TERAMO. «Scusate ci siamo sbagliati. Questo il messaggio corale che arriva dagli ospiti politici, dagli uomini e dalle donne di governo di qualsiasi colore, all’assemblea Upi che si è svolta a Parma. Un passo indietro, o avanti, rispetto a un vulnus amministrativo, legislativo e finanziario che si è creato nella filiera istituzionale dopo la bocciatura della riforma costituzionale “Renzi-Boschi” del 2016 che prevedeva l’abolizione delle Province». Comincia così una nota della Provincia di Teramo nella quale si sottolinea la svolta registrata ultimamente, ovvero la volontà di “tornare alle Province”.
«Un punto di svolta rispetto al passato», sottolinea il vice presidente Luca Frangioni che ha partecipato ai lavori delegato dal presidente Di Bonaventura, «in questi anni non si sono fermate le Province ma i servizi, i lavori, le manutenzioni: assicurati con fatica, in maniera insufficiente e inefficace. Restituire autonomia finanziaria alle Province, così come stabilisce la Costituzione, restituire un ruolo istituzionale agli assessori che oggi lavorano senza status giuridico amministrativo e a titolo gratuito e volontario, ricollocare i servizi di area vasta soprattutto in campo ambientale in capo all’unico ente sovracomunale: questi i temi al centro della proposta di riforma degli enti locali all’attenzione di Draghi. Sulla carta sono tutti d’accordo», conclude Frangioni, «speriamo che alle parole seguano le decisioni politiche perché le scadenze che il Governo ha posto per i progetti per realizzare il Pnrr e spendere i finanziamenti non sono affatto congruenti con i nostri enti spogliati di personale».

