Droga ai minorenni, arrestato 18enne

Per l’accusa aveva organizzato una centrale di spaccio di hascisc sulla costa, segnalati anche genitori di assuntori
ROSETO. Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri, sarebbe riuscito a mettere in piedi una vera e propria centrale di spaccio di hascisc e marijuana durante i mesi estivi. L.C., rosetano di 18 anni, è stato arrestato su esecuzione di un ordine di custodia cautelare e portato in una comunità di recupero.
Così ha disposto il gip del tribunale per i minorenni dell’Aquila, su proposta della Procura per i minori. Il ragazzo ha compiuto 18 anni lo scorso 8 settembre e dunque avrebbe commesso il reato di cui è accusato quando era ancora minorenne.
Secondo l’accusa avrebbe spacciato droghe leggere fra i giovani rosetani, alcuni dei quali minori come lui, ad altri ragazzi dei comuni limitrofi e anche ad alcuni turisti, agendo principalmente nel fine settimana, in particolare venerdì e sabato. Secondo i carabinieri con lo spaccio avrebbe avuto un volume di affari di circa 1000 euro a settimana. L’arresto è avvenuto dopo 4 mesi di indagini da parte dei carabinieri di Roseto, guidati dal luogotenente Giuseppe Tarantino, che ieri mattina all’alba insieme ai suoi uomini ha prelevato il ragazzo nella sua abitazione tra l’incredulità dei familiari.
I militari hanno verificato i vari movimenti del giovane, spesso accorti per non destare sospetti, oltre a raccogliere informazioni da confidenti. Sempre secondo la versione dei militari il giovane svolgeva la sua attività spostandosi sulle varie spiagge del centro città e nelle serate della movida rosetana, prendendo accordi sia di persona sia telefonici con i clienti. Per i carabinieri la condotta del giovane ha dimostrato la piena consapevolezza di quello che stava facendo e doti organizzative fuori dal comune, data la giovane età.
Nel corso dell’operazione inoltre sono stati segnalati alla prefettura come assuntori dieci persone, alcune delle quali minorenni, e i genitori di questi ultimi sono stati segnalati anche alla sezione civile della Procura per i minorenni dell’Aquila poiché, dalle indagini dei carabinieri, sarebbe emerso che non hanno svolto adeguata sorveglianza nei confronti dei loro figli coinvolti nella vicenda. «Il provvedimento emesso dal gip del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, su richiesta della locale Procura per i minorenni», si legge in una nota dei carabinieri, «suggella e conferma la piena concordanza dell’autorità giudiziaria con le indagini portate a termine dai militari dell’Arma rosetana». Le indagini dei carabinieri proseguono per individuare i fornitori della sostanza stupefacente».
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