Droga e rapine, la banda non parla

31 Gennaio 2015

Conclusi gli interrogatori dei 10 arrestati: la maggior parte tace davanti al gip

TERAMO. In molti si sono avvalsi della facoltà di non parlare e solo alcuni hanno dato la loro versione dei fatti: si sono svolti ieri mattina in carcere gli interrogatori di garanzia dei dieci arrestati nell’ambito della recente maxi operazione che ha portato a scoprire un traffico di droga. Tutti sono accusati di detenzione, rapine e sfruttamento della prostituzione. Complessivamente le misure emesse sono state 13, ma solo in 10 sono finiti in carcere: per 3, infatti, sono scattati gli obblighi di dimora. Gli arrestati ieri mattina sono comparsi davanti al gip Domenico Canosa che ha accolto le richieste del pm Silvia Scamurra. L’operazione dei carabinieri ha disarticolato un cartello di albanesi, teramani e napoletani a cui gli investigatori hanno cominciato a lavorare quando qualcuno ha confidato loro di una imminente rapina a mano armata ai danni di un gioielleria teramana (colpo poi saltato).

Un sodalizio tra clan diversi che poteva contare su corrieri e acquirenti disseminati in tutta la provincia di Teramo: da Tortoreto ad Alba Adriatica, da Giulianova a Mosciano senza escludere il capoluogo. «Una banda con un notevole spessore criminale», non ha esitato a dire il procuratore Antonio Guerriero durante la conferenza stampa, «trattandosi di persone dedite esclusivamente alla commissione di reati anche efferati dalle rapine allo sfruttamento della prostituzione che hanno determinato anche allarme sociale nelle zone interessate da tali fenomeni criminosi». L'organizzazione faceva arrivare la sostanza stupefacente, in particolare cocaina ed hascisc, dal Napoletano utilizzando dei corrieri. Come quello albanese che quasi un anno è stato bloccato dalla polizia con 30 chili di hascisc in un appartamento di Alba Adriatica risultata poi nella disponibilità di uno degli arrestati.(d.p.)

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