Droga e telefoni al figlio in cella Un 60enne scoperto e arrestato

2 Giugno 2022

Il passaggio è avvenuto durante il colloquio in carcere, ma gli agenti penitenziari l’hanno intercettato I sindacati: «Organico ridotto all’osso, bravi i poliziotti anche se sono costretti a turni massacranti»

TERAMO. Va in carcere per un colloquio con il figlio detenuto ma durante l’incontro gli consegna due piccoli telefoni cellulari e della droga. A bloccarlo gli agenti di polizia penitenziaria che hanno scoperto la consegna e hanno arrestato F.R., 60 anni, teramano della Val Vibrata. Anche per lui è scattata la detenzione in carcere e per il reato rischia una condanna da 1 a 4 anni.
Il fatto è avvenuto nel carcere di Castrogno nella mattinata di martedì.
Lo scambio di oggetti e droga, 104 grammi di hascisc e 20 grammi di cocaina, non è sfuggito agli occhi del personale addetto ai colloqui che è subito intervenuto bloccando i due. Nel corso delle successive perquisizioni nella macchina e nell’abitazione dell’uomo sono state sequestrate le scatole dei telefonini cellulari e un bilancio di precisione.
In una nota congiunta le organizzazioni sindacali Sappe, Uspp e Cgil, «si compiacciono con il personale per la brillante operazione che ha evitato che la droga e i telefoni cellulari entrassero nella disponibilità dei detenuti con grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza interna ed esterna del carcere. Auspichiamo da parte del Dap il dovuto riconoscimento al personale».
Anche la Uilpa penitenziaria, in una nota, esprime soddisfazione per l’operato degli agenti di polizia penitenziaria. «Questa volta i complimenti vanno tutti alla professionalità della polizia penitenziaria teramana che ha prevalso su tutto», scrive, «ma la carenza dei lavoratori, specie a Castrogno, mette a dura prova i poliziotti impegnati giornalmente in turni massacranti che arrivano troppo spesso al raddoppio dell’orario di servizio; a Teramo con una media di 400 detenuti presenti ad oggi possiamo contare su meno di 150 agenti di servizio a fronte egli oltre 200 previsti, quindi con una carenza organica che si attesta ad oltre 50 unità. Torniamo a chiedere, ancora una volta, che il governo ponga urgentemente rimedio all’insostenibile carenza di poliziotti penitenziari».(d.p.)
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