Droga ed estorsioni, nove arresti

Spaccio sul ponte di legno fra Giulianova e Cologna: in carcere esponenti di famiglie rom e persone a loro collegate
GIULIANOVA. Il ponte di legno fra Giulianova e Cologna era il luogo preferito per lo spaccio. Piuttosto isolato, vietato alle auto, facilmente raggiungibile a piedi o in bicicletta. Insomma il posto ideale per vendere e comprare droga senza dare troppo nell’occhio. Hascisc, cocaina, eroina: al ponte di legno si poteva comprare di tutto. Ed è stata chiamata proprio così – “Ponte di legno”– l’operazione dei carabinieri di Giulianova che ieri mattina all’alba ha portato all’arresto di nove persone, otto delle quali portate in carcere e una ai domiciliari. Si tratta di persone di etnia rom o in qualche modo collegati a famiglie rom, la maggior parte di Giulianova, le altre residenti a Tortoreto, Cologna e Mosciano. Tutte ben note alle forze dell’ordine per precedenti inchieste sullo spaccio di droga e altri reati.
Dopo un’indagine durata oltre un anno, nella quale sono stai scoperti numerosi episodi di spaccio, la procura ha chiesto e ottenuto dal gip Domenico Canosa l’emissione di nove ordinanze di custodia cautelare che sono state eseguite ieri mattina. I destinatari dei provvedimenti sono: Mario Calvarese (l’unico ai domiciliari), la figlia Barbara Calvarese, Danilo Biancifiori, Claudia Francavillese, Piero Guarnieri, Cristina Di Rocco, Andrea Crispi, Patrizia Saccia, Lillo Luciani.
I dettagli dell’inchiesta sono stati illustrati ieri dal procuratre capo Antonio Guerriero, insieme con il sostituo Luca Sciaretta, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Pier Vittorio Romano e il comandante della compagnia di Giulianova, il capitano Domenico Calore. L’indagine era partita l’anno scorso dopo l’arresto di due persone (nuovamente arrestate ieri) proprio nei pressi del ponte di legno. Dove anche nelle settimane successive erano stati scoperti altri episodi di spaccio. Nel complesso i militari hanno sequestrato oltre un chilo di hascisc, 150 grammi di cocaina e 100 di eroina, oltre a 40mila euro, somma che si ritiene parte dell’incasso della vendita della droga. Altri quantitativi di stupefacenti e altri soldi sono stati trovati ieri mattina nelle abitazioni degli arresti quando sono stati prelevati dai carabinieri.
Ma non c’è solo l’accusa di spaccio di droga: alcuni degli arrestati sarebbero anche responsabili di estorsione nei confronti di clienti che non avena pagato quanto pattuito per le dosi, circostanza questa che, fa rilevare la procura, mette bene in evidenza la pericolosità sociale delle persone arrestate. Pur avendo rapporti di “affari” tra di loro, oltre che in alcuni casi di legami familiari, i nove arrestati non avrebbero costituito una vera e propria organizzazione criminale: non è stato infatti contestato il reato di associazione per delinquere, ma ciò non toglie, come afferma la stessa procura, che «i reati hanno determinato una notevole allarme sociale nelle zone interessate», in particolare la zona sud di Giulianova, «anche in considerazione degli episodi di estorsione». L’inchiesta si è avvalsa di numerose intercettazioni, delle informazioni fornite da alcuni acquirenti e delle confessioni di alcuni degli indagati.(e.a.)
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