Dubbi degli architetti sulla cura del verde

18 Luglio 2017

Il presidente dell’ordine: «La Patrimonio ha i requisiti per la gestione? Ci sono troppe piante secche»

GIUALIANOVA. Il presidente dell’ordine degli architetti di Teramo Raffaele Di Marcello non è convinto circa la competenza della Giulianova Patrimonio nella gestione e cura del verde. Il professionista fa riferimento all’articolo 12 della legge 154 del 28 luglio 2016 che fissa i paletti per questa specifica attività. In base alla norma, infatti, la cura del verde pubblico o privato affidato a terzi può essere assicurata da soggetti ben individuati. Tra questi risultano abilitati gli iscritti al registro ufficiale dei produttori, di cui all'articolo 20, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214. Ci sono poi le imprese agricole, artigiane, industriali o in forma cooperativa, iscritte nell’apposito registro, con attestato di idoneità che accerti il possesso di adeguate competenze. «Il Comune che ha affidato a terzi la gestione del verde (municipalizzata Giulianova Patrimonio ndr), ha verificato il possesso dei previsti requisiti?», si domanda il presidente dell’ordine degli architetti, «la risposta è probabilmente negativa».
Di Marcello fa notare che l’amministrazione giuliese «ha un regolamento del verde, pubblicato sul sito istituzionale e come più volte dichiarato di un piano regolatore del verde urbano, documento quest'ultimo irreperibile sul sito web dell’ente». Il primo, ricorda il professionista, indica una serie di regole relative all’allestimento, manutenzione e difesa di spazi verdi, ai criteri di progettazione e realizzazione di nuovi giardini, alla tutela dei parchi pubblici, alle zone di pregio ambientale-storico-paesaggistico, quali le aree forestali e quelle agricole non interessate dalle coltivazioni, nonché canali, i fossi e le aree golenali.
Il secondo, in base a quanto emerso da dichiarazioni dell'amministrazione, dovrebbe aver individuato tutto il patrimonio verde cittadino, classificando lo stato di salute delle piante e indicando quelle a rischio. Conclude Di Marcello: «Guardandoci in giro è facile intuire come il regolamento sia ampiamente disatteso soprattutto per quanto riguarda le potature, il posizionamento degli alberi in marciapiedi e parcheggi di nuova costruzione, e la cura del verde in generale: mentre la presenza sul territorio di numerose piante secche di grosse dimensioni, come cipressi e platani sulla statale 16, fa poco sperare sulla reale portata di un piano regolatore che, forse, esiste solo nei comunicati stampa».
Alfonso Aloisi
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