Due adulti picchiano un adolescente

8 Gennaio 2015

Valle Castellana, padre e nonno di una ragazza l’accusano di averla fatta ubriacare

VALLE CASTELLANA. Un Capodanno da dimenticare, soprattutto per i ragazzi coinvolti in un’aggressione da parte di adulti.

Diversi i ragazzi coinvolti, tutti fra 16 e 17 anni (per cui utilizzeremo nomi di fantasia, in modo da tutelarne l’anonimato). Tutto inizia intorno alla mezzanotte. Paola e il suo ragazzo Giovanni sono a cena a casa dei genitori di lei a Valle Castellana e poi si spostano a casa della nonna per andare a prendere degli oggetti, fra cui un caricabatterie, in vista della partenza di Giovanni, prevista per l’indomani. Qui Paola riceve la telefonata di Debora che le chiede di incontrarsi per brindare al nuovo anno insieme. «Mia figlia», racconta la madre di Paola, «inizialmente fa delle resistenze, poi le dice che va bene, ma si devono incontrare in strada. La ragazza però la raggiunge a casa della nonna, accompagnata dal fratello. Qui la ragazza si sente male e vomita. A quel punto il fratello telefona al padre e lo avvisa. Poi fratello e sorella vanno via». Sembrerebbe una delle solite ragazzate, senza conseguenze. Ma non finisce qui. «A un certo punto il padre della ragazza che si è sentita male, il nonno, il fratello della ragazza e il nipote piombano nella casa dove ci sono ancora mia figlia e il suo fidanzato», riprende la donna, «prendono a sberle il fidanzato di mia figlia, accusandolo di aver fatto bere la ragazza». A sentire il racconto della madre Giovanni cade a terra, tentando di spiegare che non c’entra niente con la sbronza di Debora. Preso dall’ira il padre butta anche a terra una bottiglia.

Poi entra in scena il nonno. «Ha fatto spogliare il fidanzato di mia figlia, cercando delle pillole che avrebbe messo nel bicchiere della nipote. Gli ha anche ficcato i pollici sulla gola. Poi gli ha anche tirato un comodino addosso. Mia figlia a questo punto si è messa in mezzo, tentando di riparare con il suo corpo il fidanzato». I quattro aggressori dopo un po’ sono andati via. E i ragazzi hanno atteso parecchio prima di tornare a casa dai genitori di Paola, per cercare di riprendersi dallo shock. «Io me ne sono accorta la mattina dopo, quando ho visto i pantaloni sporchi di sangue», continua la donna, «e a quel punto il padre del ragazzo è venuto a prenderlo per portarlo in ospedale, ad Ascoli. Prima è passato, però, in caserma dai carabinieri. E in queste ore ci andrò anche io, mi sono già rivolta a un avvocato. L’esperienza vissuta dai due ragazzi è allucinante, tantopiù che ad aggredirli sono stati degli adulti, peraltro molto in vista». (a.f.)

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