Due anni fa il dramma di Samuele

15 Febbraio 2023

I precedenti: diversi i casi di giovanissimi uccisi da malformazioni congenite

TERAMO. La cittadina vibratiana di Ancarano nel giugno del 2021 è stata segnata da un’altra tragedia per la morte di Samuele Di Clemente, deceduto a 14 anni davanti agli occhi dei familiari per un improvviso malore causato, accerterà successivamente l’autopsia, da una malformazione congenita. Il ragazzino si era sentito male davanti casa, mentre era con il fratello maggiore che fu il primo a soccorrerlo.
Ma è un drammatico elenco di giovanissime vite spezzate a scandire la cronaca degli ultimi anni in Abruzzo: dal caso di Marco Calabretta, il bambino di 9 anni di Pineto che il 25 settembre del 2015 si accasciò sul campo di calcio stroncato da una malformazione congenita al cuore fino a quello più recente di qualche giorno fa all’Aquila con la morte di Lorenzo Di Fabio, il 13enne aquilano stroncato da un malore causato da una malformazione congenita.
Nel marzo del 2020 dramma a Giulianova dove improvvisamente muore il 15enne Kevin Pantoni. In mattinata il ragazzo, promettente studente al liceo scientifico, aveva partecipato alle lezioni da remoto visto che in quei giorni la pandemia aveva costretto tutte le scuole alla didattica a distanza. La famiglia aveva pranzato insieme e poi il ragazzo era andato nella sua stanza per fare i compiti. Quando un genitore lo aveva chiamato non aveva avuto risposto e così era andato in camera a chiamarlo e qui lo aveva trovato privo di sensi. Soccorsi immediati ma per il giovane non ci fu niente da fare. Anche in questo caso la successiva autopsia accertò la causa della morte in una malformazione congenita.
Nell’ottobre dell’anno scorso, nel Teramano, il caso del piccolo Francesco Sorgentone, il bambino di 19 mesi di Cellino Attanasio deceduto in ospedale dopo un improvviso malore causato, accertò successivamente l’autopsia, da una malformazione cerebrale congenita. Il piccolo si era sentito improvvisamente male mentre era in macchina con i genitori che immediatamente avevano dato l’allarme dirigendosi verso l’ospedale. A metà strada l’incontro con l’auto medica e dopo un primo intervento sul posto la corsa in ospedale con i medici che per ore tentarono di rianimare il piccolo.
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