Due associazioni in lizza per gestire il Borsacchio
In attesa del bando del Comune per l’assegnazione della riserva naturale si preparano a partecipare “Ambiente e vita” di D’Orazio e le “Guide” di Borgatti
ROSETO. Chi gestirà la riserva del Borsacchio? Difficile dirlo ora, anche se ci sono alcune associazioni che avrebbero tutte le carte in regola per farlo, per esempio “Ambiente e Vita” oppure le grandi associazioni ambientaliste come Wwf, Legambiente e Italia Nostra, che sarebbero aiutate da diverse associazioni locali come, per esempio, le Guide del Borsacchio. Benigno D’Orazio è il presidente nazionale di “Ambiente e Vita”, che ha avuto già in affidamento la riserva per un anno, nel 2017 (anche se poi ci fu anche il commissariamento) e la sua associazione potrebbe partecipare la bando, ma a certe condizioni.
«Leggeremo il bando», precisa D’Orazio, «e poi valuteremo se partecipare o meno. Io stesso feci un lavoro voluminoso, su cui non ho avuto più notizie dall’amministrazione, per un programma pluriennale di turismo sostenibile. Ecco, se il bando dovesse rispettare le linee guida di quel lavoro, ovvero una gestione della riserva che coinvolga le forze vive della città per fare della riserva il motore dello sviluppo sostenibile, allora potremmo essere interessati, altrimenti non ci interessa».
Ci sono poi le associazioni ambientaliste nazionali come Wwf, Legambiente e Italia Nostra, appoggiate da varie associazioni locali molto attive come Le Guide del Borsacchio, che organizzano continuamente eventi per far conoscere la riserva, oltre ad aver apposto la cartellonistica verticale in diversi punti. «Noi abbiamo sempre detto che siamo interessati per l’eventuale gestione», dice il presidente delle Guide del Borsacchio, Marco Borgatti, «insieme ovviamente alle grandi associazioni. Attendiamo il bando e le mosse del Comune di Roseto, che dovrebbe approvare il piano di assetto naturalistico a stretto giro, dopo anni di attesa. Tra l’altro gli ultimi due anni abbiamo organizato oltre cento iniziatve che hanno fatto conoscere la riserva ai turisti e anche a studenti di scuole del Nord Italia». E’ stato già fatto in realtà, un mese fa, l’atto di indirizzo per l’affidamento del servizio di guida escursionistica, ma ora è necessario predisporre il bando vero e proprio per la gestione.
Nel frattempo il Comune continua a lavorare per l’adozione del piano di assetto naturalistico, che entro fine anno potrebbe essere portato in consiglio comunale. L’assessore all’urbanistica Orazio Vannucci, insieme alla maggioranza, vuole arrivare presto alla sua adozione, anche se poi ci sarà ovviamente il passaggio in Regione per l’adozione vera e propria. Sono coinvolti circa 1.100 ettari di territorio, e nel Pan sono previste ristrutturazioni, recuperi di vecchi casolari abbandonati, il ripristino dei sentieri e incentivi per l’apertura di attività ricettive che rispettano gli standard ambientalistici come bed and breakfast o agri-camping. Inoltre è prevista la bonifica di tre discariche, (quartiere Frischia, Colle Quattrino e Colle Magnone) e il recupero della vecchia stazione della pineta Mazzarosa con la conversione in un bici-grill, che si chiamerà “Casello 318” con un bar e tutto ciò che serve per la bicicletta, visto che lì passa anche la nuova pista ciclabile.
«E’ necessario valorizzare la riserva nel miglior modo possibile», aggiunge Vannucci, «in modo da offrire al turista un altro modo di vivere la nostra città. Come ha già detto il consigliere Simone Aloisi qualche giorno fa, noi continuiamo a lavorare duramente per arrivare il prima possibile per attivare concretamente questa riserva, un patrimonio per la nostra città».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

