Due chili di hascisc trovati nei campi

12 Aprile 2018

Indagine dei carabinieri: ignoto grossista della droga ha nascosto venti panetti in un luogo isolato tra Nereto e Sant’Omero

NERETO. Foglie e sterpaglie mimetizzavano quell’ingente quantitativo di droga. Chi la possedeva era convinto che nessuno l’avrebbe trovata, che la campagna fosse il posto più sicuro dove custodirla e, all’occorrenza, prelevarla, lontana da occhi indiscreti. Così non è stato, perché i carabinieri della stazione di Nereto sono arrivati prima che l’ignoto proprietario dei “mattoncini” marroni potesse riappropriarsene e commercializzarli. I panetti di hashish compresso, per oltre due chili di peso, erano nascosti sotto una quercia circondata da vegetazione incolta fra Nereto e Sant’Omero. Pochi giorni ancora e i due chili e 34 grammi di “fumo” sarebbero diventati singole dosi per lo spaccio al minuto fruttando non meno di seimila euro ai criminali.
I militari neretesi e della compagnia di Alba Adriatica, che stanno svolgendo una serie di mirati controlli antidroga, avevano sentore che nel circondario ci si stesse preparando ad un forte smercio di fumo ed il fiuto investigativo li ha portati dritti sul luogo della droga. Non una casa, né un casolare abbandonato. Ma la campagna, ampia e parzialmente coltivata, dove quasi nessuno passa e dove il silenzio regna sovrano. La quercia sotto cui è stato rinvenuto l’hashish fungeva da “cippo” per segnalare allo spacciatore o a qualche suo collaboratore il punto esatto in cui era custodito lo stupefacente. I panetti erano conservati dentro una scatola di cartone che, a sua volta, era stata chiusa in un secchiello bianco. In tutto sono stati scovati venti panetti. La droga è stata sequestrata e, per ora, si procede contro ignoti. L’area in cui è stato ritrovato l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente è inserita in un percorso naturalistico rivalorizzato dal Comune di Sant’Omero alcuni anni fa per riscoprire la civiltà contadina. L’ipotesi, pertanto, è che qualcuno proveniente da fuori territorio abbia pensato bene di “migrare” al confine fra i due comuni vibratiani per depositare la droga da riprendere poi per la preparazione delle singole dosi. Chi possedeva una quantità simile, evidentemente, aveva il ruolo del grossista che affidava ai pusher sparsi in vallata lo spaccio per il fine settimana. Le indagini dei carabinieri proseguono per cercare di risalire alla filiera dell’approvvigionamento.
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