Due fratelli si perseguitano per un’eredità

Teramo, entrambi a giudizio per stalking: tra le accuse anche una serratura bloccata con il silicone
TERAMO. Si sono sentiti così perseguitati l’uno dall’altro che entrambi hanno presentato denuncia di stalking nei confronti dell’altro ed entrambi sono finiti a processo per atti persecutori. È con un’altra brutta storia che la cronaca racconta un nuovo caso di stalking tra familiari.
In questo caso due fratelli teramani da qualche tempo in lite per una eredità. Entrambi, uno di 60 anni e l’altro di 62, sono stati rinviati a giudizio non solo con l’accusa di atti persecutori ma anche di minacce. Minacce che, secondo l’accusa, i due in più occasioni avrebbero rivolto ai familiari dell’altro. Episodi avvenuti nel palazzo in cui i due abitano in appartamenti diversi.
Secondo la ricostruzione degli investigatori i fatti si sarebbero verificati nel 2020. In più occasioni, secondo le accuse, i due si sarebbero resi protagonisti di vari episodi: uno avrebbe bloccato la serratura dell’altro con del silicone mentre l’altro gli avrebbe bloccato la macchina nel garage condominiale. E non solo. Tra gli atti persecutori denunciati anche lanci di spazzatura sul balcone o scampanellate nel cuore della notte. Così si legge nei due avvisi di conclusione delle indagini che riguardano entrambi: «Con condotte reiterate, molestava e minacciava il fratello in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia e paura tali a costringerlo cambiare le proprio abitudini di vita».
Alle accuse di atti persecutori si aggiungono quelle di minacce nei confronti dei familiari: i due, sempre secondo l’autorità giudiziaria, nell’incontrare i familiari dell’altro sulle scale avrebbero rivolto loro minacce di morte in assenza di un accordo sulla eredità tanto contesa.(d.p.)
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