Due incontri su legge Basaglia e chiusura dell’ex manicomio

27 Novembre 2018

TERAMO. A quarant’anni dalla legge Basaglia e a venti dalla chiusura del manicomio di Porta Melatina, il Dipartimento di salute mentale della Asl in collaborazione con l’Università degli studi di...

TERAMO. A quarant’anni dalla legge Basaglia e a venti dalla chiusura del manicomio di Porta Melatina, il Dipartimento di salute mentale della Asl in collaborazione con l’Università degli studi di Teramo organizza una due giorni di incontri. L’iniziativa è stata presentata ieri in Comune dal sindaco D’Alberto, dall’assessore comunale alla cultura Luigi Ponziani, dall’ex psichiatra Francesco Moschetta, dalla consigliera comunale e dipendente del Dipartimento di salute mentale Graziella Cordone e dal docente universitario Paolo Berardinelli.
Domani a partire dalle 9.30 si terrà nel campus Aurelio Saliceti un convegno per la ricostruzione storica della legge Basaglia, che chiuse i manicomi, accompagnata da testimonianze, video e foto. L’incontro accoglierà anche un intervento degli studenti e, nel pomeriggio, si approfondiranno l’introduzione e le conseguenze della legge Basaglia. Il successivo appuntamento invece si terrà sempre in ateneo giovedì pomeriggio con gli interventi dell’ex rettore Luciano D’Amico, dell’urbanista Stefano Mariotti, di Moschetta e della storica Annacarla Valeriano, il tutto accompagnato da video e immagini dal titolo “La Città e il Manicomio”. Questi due incontri si propongono di approfondire per la prima volta il tema della chiusura del manicomio di Teramo e delle sue conseguenze.
Molto importante è stato, ieri, l’intervento dell’ex psichiatra Moschetta il quale ha visto nascere la legge Basaglia e ha contribuito alla sua attuazione. «Grazie a questa legge», ha detto, «si creò un nuovo rapporto tra il medico e il paziente, ovvero le “buone cure”. Mi ricordo che eravamo tutti contenti, in fermento», racconta Moschetta, «ed è grazie alla nostra calorosa accoglienza che Basaglia riuscì a fare tutto ciò, aveva convinto tutti». Moschetta ha ricordato inoltre il giorno in cui a Porta Melatina, per la prima volta in Italia, furono istallate le urne per far votare i malati in cura. La presentazione si è chiusa con l’intervento di Graziella Cordone la quale ha sottolineato la necessità di «far capire a tutti che una persona con un handicap può essere una risorsa per l’intera comunità» e si è soffermata sulle difficoltà nell’attuazione della legge Basaglia. «Siamo stati gli unici ad avere una legge così bella», ha detto, «è stato il nostro Paese poi che non è riuscito ad accoglierla nel modo giusto». Dalla chiusura dei manicomi, sempre secondo la consigliera, ci sono stati più suicidi e un impatto molto forte sui cittadini che vedevano i malati in giro. A Teramo inoltre le difficoltà sono state accresciute dal terremoto del 2016 che ha causato la chiusura della struttura di Fonte della Noce, dove i pazienti psichiatrici avevano vita autonoma ed erano occupati in varie attività. Cordone spiega: «Erano integralmente partecipi alla vita della città fino a quando la struttura fu dichiarata inagibile e di conseguenza si sono trovati chi ricoverato in psichiatria e chi buttato a Casalena; di conseguenza sono stati azzerati tutti i loro progressi nella socializzazione, questo è un grido sociale che faccio per la città e per la mia azienda».
Valentina Palmerio
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