Due nuovi corsi di laurea al via nel 2021

Saranno in Turismo sostenibile e Intensificazione delle produzioni agricole. A marzo graduale ripresa delle lezioni in aula
TERAMO. Un’università in crescita, nonostante il Covid. Il rettore Dino Mastrocola traccia un bilancio tutto sommato positivo di un anno fortemente influenzato dalla pandemia, annunciando che da marzo si tornerà a fare lezioni in aula, gradualmente. «Abbiamo adottato una serie di decisioni che ci hanno consentito di andare avanti egregiamente», precisa il rettore.
E se il 2019 è stato un anno d’oro per le iscrizioni in quanto, fa sempre notare Mastrocola, «abbiamo avuto un +14% di iscritti in un quadro in cui l’intero sistema universitario ha avuti una flessione», il 2020 tanto male non è andato, anzi. «Quest’anno con le preiscrizioni siamo arrivati a quota 1.830 e se ci aggiungiamo le iscrizioni ai corsi post laurea superiamo quota duemila. Al 14 dicembre in 1.675 hanno confermato. Coloro che ad oggi hanno confermato rappresentano un +4,5 rispetto al 2019. E tenendo conto che le iscrizioni si chiudono il 15 aprile, il dato si convalida ulteriormente», fa notare Mastrocola.
Intanto, per il 2021, Mastrocola annuncia che la Crua, la conferenza dei rettori, ha approvato due nuovi corsi di laurea triennali, ora manca il nulla osta del ministero, che è altamente probabile: il primo è in turismo sostenibile, l’altro è in intensificazione sostenibile delle produzioni agricole di qualità. Quest’ultimo si colloca nella scia dei corsi di laurea professionalizzanti ed è stato creato in accordo con gli istituti agrari della regione. «Questo ci consente di rafforzare il collegamento con il territorio, con gli stakeholder e con le scuole superiori», afferma.
Un altro punto di merito è l’aver ottenuto quattro milioni e passa di fondi di ricerca competitivi, che rappresentano circa il 10% del bilancio dell’ateneo. «Rispetto al 2019 abbiamo avuto un aumento del 400% della capacità di intercettare fondi di ricerca competitivi». Il rettore ha ricordato che è stato ottenuto lo Smartphone d’oro” un riconoscimento per la comunicazione istituzionale nei centri di ricerca.
Ma accanto alle note positive, due note stonate, che hanno fornito al rettore uno spunto per una polemica garbata ma ferma. «Abbiamo appreso in queste ore che la Regione ha stretto una convenzione per oltre 400mila euro con l’Università della Tuscia: ci stupisce, non abbiamo ricevuto nemmeno una telefonata. Eppure il campo di ricerca è nel settore agroalimentare per cui noi siamo un polo nazionale. Questo genera un po’ di stupore, avremo occasione di discutere con la Regione di questa piccola sbavatura». L’altra puntualizzazione riguarda la casa dello studente per cui la concessione in comodato d’uso gratuito da parte dell’università dell’ex rettorato per un valore di 9 milioni più i 3 milioni intercettati dai parlamentari di allora, hanno consentito all’Adsu di ottenere in seconda battuta i fondi per costruire lo stabile «anche se il rettore non c’era alla posa della prima pietra della casa dello studente dell’Università di Teramo», sottolinea.
E, sempre in tema di lavori, il rettore spera «di poter ripartire con il Masterplan: i fondi dell’ex manicomio sono stati congelati ma hanno promesso che sarebbero tornati disponibili a febbraio-marzo. Speriamo di poter ripartire con il recupero funzionale per renderlo disponibile a tutta la città. Noi siamo pronti».
Fra le varie attività. Mastrocola segnala investimenti sullo sport: «Abbiamo varato un accordo per gli studenti atleti, non a caso la cestista Beatrice Ion è una studentessa di Scienze della comunicazione. Altra nota di soddisfazione riguarda la richiesta della Crui di far riconoscere la cittadinanza, nei Comuni sedi di università a Patrik Zaki «e il Comune di Teramo è stato uno dei primi a muoversi».
«Con queste premesse non possiamo che andare avanti senza fermarci», conclude il rettore, «a metà gennaio gli esami torneranno in modalità mista e dal 1° marzo, nel secondo semestre, cercheremo di riprendere la didattica in modalità mista. Le nostre strutture sono tanto sicure che con la Asl e il Comune abbiamo deciso di ospitare due postazioni dello screening».
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