Due scuole per l’Africa in ricordo di Lorenzo

6 Luglio 2014

L’associazione giuliese “Oltre l’attimo”, presieduta dalla mamma del ragazzo scomparso due anni fa in un incidente, finanzia la costruzione degli edifici

GIULIANOVA. Costruire due scuole in Africa è sembrato quasi un gesto naturale all’associazione “Oltre l’attimo nel nome di Lorenzo”, per dare un valore alla scomparsa di Lorenzo Di Egidio, il giovane giuliese rimasto vittima di un incidente stradale quasi due anni fa. L’associazione, nata da pochi mesi ad opera dei genitori di Lorenzo, Angelo Di Egidio e Gabriella Menei, ma anche dai moltissimi amici, si è affidata all’associazione “I fiori del bene” di Chieti e alla sua presidente Francesca Candelori per la realizzazione delle scuole.

«L’associazione “I fiori del bene”», ha spiegato Gabriella Menei, «opera da molto tempo in Africa. La nostra associazione ha deciso di finanziare la costruzione di queste due scuole in Etiopia». Le protagoniste di questa storia sono due mamme, Gabriella e Francesca, presidenti delle rispettive associazioni che sono nate dopo un episodio comune e doloroso: la perdita di un figlio. Le due donne, insieme a Francesca Ripani, che fa parte del direttivo di “Oltre l’attimo”, hanno affrontato insieme un viaggio nel cuore dell’Africa, per visitare personalmente i luoghi dove verranno costruiti gli edifici scolastici (“I fiori del bene” ha già realizzato acquedotti e altre scuole a Durame, Doyogena e Abenezer). «Costruire una scuola», ha raccontato Gabriella Menei, «è un po’ come coniugare la mia vita da insegnante con quella di Lorenzo, che ha sempre studiato con passione. Impiegare i soldi dell’assicurazione per me o per vivere quotidianamente era impensabile. Non si può dare un valore a una vita. Con quei fondi vogliamo realizzare qualcosa che continui a esistere per lui». Sono già iniziati i lavori per la prima scuola che verrà costruita in fango nel bel mezzo della foresta (per una spesa complessiva di seimila euro), mentre la seconda, in cemento armato (che costerà quattordicimila euro), verrà edificata in un villaggio di baracche vicino Durame.

«Quando ho visto che il colore nazionale dell’Africa era il verde, il colore preferito di mio figlio», ha proseguito la donna, «ho capito che era lì il posto giusto. Mi piace pensare che dietro questo progetto, come dietro ogni cosa che mi è successa dopo la sua scomparsa, ci sia lui che guida le mie azioni». L’associazione giuliese ha anche altri progetti da realizzare in città, come un centro giovanile di ascolto per chi ha vissuto un lutto improvviso. Nell’immediato, invece, ha organizzato, per il 1° agosto in piazza Buozzi, il concerto dei “Tre allegri ragazzi morti”, il cui ricavato finanzierà la costruzione delle scuole etiopi.

Margherita Totaro

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