Due vigili di Silvi rinviati a giudizio per truffa e falso

L’accusa: attestavano missioni esterne in realtà inesistenti Prosciolti dal reato di interruzione di pubblico servizio
SILVI. Ci sarà un processo per stabilire se le accuse della Procura siano fondate. Così ha stabilito il gup Lorenzo Prudenzano che al termine dell’udienza preliminare ha rinviato a giudizio due dipendenti del Comune di Silvi, all’epoca dei fatti in servizio come vigili urbani, con le accuse di truffa e falsità ideologica. Una delicata e complessa vicenda giudiziaria, scattata proprio dopo una segnalazione partita dallo stesso ente, in cui i due sono accusati di aver fatto risultare di essere in servizio esterno mentre invece così – secondo la Procura – non sarebbe stato. Così, a questo proposito, si legge nel capo d’imputazione del pm Davide Rosati al termine delle indagini affidate alla Finanza e svolte anche con l’ausilio di intercettazioni ambientali: «predisponevano artifici e raggiri consistiti nell’attestare sul brogliaccio di servizio giornaliero, e comunque nella documentazione amministrativa in uso al comando e posta alla base della documentazione amministrativa mensile e della successiva liquidazione degli emolumenti, l’effettuazione di attività esterna non realmente svolta o comunque svolta solo in parte».
I fatti contestati risalgono in un periodo compreso tra aprile e novembre 2019. I due erano accusati anche di interruzione di pubblico servizio perché secondo l’accusa, sempre nelle date oggetto di contestazione, così si legge nell’avviso di conclusione delle indagini, «interrompevano il pubblico servizio cui erano stati ordinati per consumare rapporti sessuali». Ipotesi, quest’ultima, per cui il gup ha disposto il non luogo a procedere stabilendo che il fatto non sussiste. Stessa cosa è stata disposta per l’altra ipotesi di reato contestata, ovvero l’occupazione di edifici. Secondo la Procura avrebbero, così si legge negli atti, «occupato arbitrariamente e volontariamente il locale di proprietà del Comune adibito a bagno pubblico». I due vigili urbani, un uomo e una donna, sono difesi dagli avvocati Monica Passamonti e Camillo Graziani.
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