Dà fuoco all’autodemolizione per fare uno scherzo: denunciato

25 Gennaio 2020

Scerne, i carabinieri individuano il responsabile dell’incendio in un capannone avvenuto il 4 gennaio Il proprietario dell’attività, ora chiusa, confessa: con la bottiglia molotov voleva spaventare l’amico

PINETO. Risolto il caso del principio di incendio nel capannone di Scerne. Il pomeriggio del 4 gennaio alcuni passanti notarono una bottiglia incendiaria nel parcheggio antistante un capannone industriale, in via dell'Artigianato. L'allarme fu tempestivo e l'immediato intervento dei vigili del fuoco scongiurò che le fiamme provocassero danni all'immobile. Le indagini portate avanti dai carabinieri di Pineto hanno fatto luce su questo episodio, che aveva allarmato moltissimo le autorità locali e la cittadinanza in quanto si era pensato si trattasse di un atto intimidatorio nei confronti del titolare dell'attività.
Nel capannone c’era infatti un’attività di sfasciacarozze, che però era in via di chiusura. Gli accertamenti dell'Arma invece hanno consentito di scoprire cosa effettivamente accadde quel pomeriggio. Il titolare dell'attività, D.A.L., di 37 anni, del luogo, ha confessato. E ha raccontato che in quei giorni aveva cessato l'attività ed avrebbe dovuto restituire il locale commerciale al proprietario, insieme ad alcuni amici stava provvedendo a ripristinare il capannone dandogli una pulita e una sistemazione generale. Così aveva pensato bene di fare uno scherzo ad uno dei suoi amici, che in quel momento era intento a ritinteggiare una parete esterna. Mentre quest'ultimo era sulla scala, D.A.L. di nascosto si era avvicinato e aveva dato fuoco alla bottiglia incendiaria per far sobbalzare l’mico, che si sarebbe infatti spaventato a causa dell'esplosione. Tuttavia l'esplosione non c’è stata, ed anzi si sono sviluppate le fiamme che hanno spaventato i vicini. All'arrivo della polizia stradale di Teramo e dei vigili del fuoco, D.A.L., avrebbe avuto paura di confessare lo scherzo e così prese piede l'ipotesi dell'atto intimidatorio di sconosciuti ai suoi danni. Ora l'uomo dovrà rispondere all'autorità giudiziaria del reato di procurato allarme. (cr.te.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.