Dà pugni e calci alla madre, allontanato

23 Agosto 2024

Il giudice vieta al giovane marocchino di avvicinarla. Ammonimenti a due italiani: maltrattavano il padre e l’ex moglie

TERAMO. Continuano, implacabili, le violenze in famiglia. Altri tre casi in provincia, con relativi provvedimenti a carico dei responsabili, sono stati resi noti ieri dalla questura.
Un uomo è stato allontanato dalla casa familiare ed è stato colpito dal divieto di avvicinamento alla madre in quanto ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e lesioni aggravate. Si legge nella nota della questura: «Nel pomeriggio di lunedì, personale della squadra mobile ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa e di comunicazione con la stessa, emessa dal Gip presso il tribunale di Teramo nell’ambito di un’attività di indagine svolta dalla squadra mobile e coordinata dalla locale Procura della Repubblica. Secondo l’accusa l’uomo, un cittadino marocchino di 26 anni residente a Teramo, è ritenuto responsabile di aver posto in essere continue vessazioni fisiche e psicologiche in danno della madre convivente. In particolare, l’indagato l’avrebbe sottoposta abitualmente a ingiurie e minacce, anche di morte, arrivando, in più circostanze, ad aggredirla fisicamente, colpendola con violenti schiaffi e pugni sul volto e altre parti del corpo e calci. In particolare, in un’occasione avrebbe afferrato la madre per il collo, tanto da procurarle un episodio di rigurgito. In un’altra occasione, l’avrebbe aggredita cagionandole lesioni giudicate guaribili dai sanitari in 20 giorni». Nei suoi confronti il questore della provincia di Teramo Carmine Soriente ha altresì emesso provvedimento di ammonimento.
ALTRI DUE AMMONIMENTI
Sempre negli ultimi giorni il questore di Teramo, previa istruttoria della divisione Anticrimine, ha emesso ulteriori due ammonimenti per violenza domestica nei confronti di altrettanti uomini italiani, in quanto ritenuti responsabili di condotte vessatorie nei confronti rispettivamente del padre e dell’ex moglie.(red.te)
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