E il Palaska può tornare il tempio del basket

C’è una cordata pronta ad acquistare un titolo di B e a gestire l’impianto, che è a rischio chiusura
TERAMO. Proprio mentre la serie B del Teramo calcio esalta le potenzialità dello stadio “Bonolis”, il palasport di Scapriano – attualmente in disarmo – potrebbe tornare ad essere il cuore pulsante della rinascita del basket teramano. Il Comune, infatti, ha ricevuto la manifestazione d'interesse alla gestione della struttura da parte di una società che vorrebbe riportare a stretto giro la pallacanestro biancorossa in serie B. L'operazione passerrebbe attraverso l'acquisto di un titolo sportivo di categoria, che garantirebbe alla nuova compagine societaria di collocarsi ad un livello che riaccenda l'interesse del pubblico. «Questa è una possibilità molto concreta per evitare la chiusura del Palaska», spiega il sindaco Maurizio Brucchi, «l'interesse dei privati c'è e probabilmente troverà uno sbocco positivo».
In alternativa l'impianto di Scapriano potrebbe restare attivo come spazio per i concerti, dopo l'esperienza positiva dell'esibizione di Gianni Morandi. «Anche questa soluzione non è tramontata», spiega il primo cittadino, «stiamo lavorando per darle una prospettiva certa». La nuova gestione, che sia legata al basket o allo spettacolo, sgraverebbe comunque il Comune dei costi di gestione dell'impianto. Si risolverebbe così il problema, sollevato anche nell'ultimo consiglio comunale da Alfonso Di Sabatino Martina, dell'insostenibilità per l'ente delle spese della struttura. «Le sue preoccupazioni sono condivisibili. Ne abbiamo parlato tante volte», osserva Brucchi riferendosi all'ex vice sindaco, «ma anche se lo sport non è la punta della piramide delle priorità sociali, resta di fondamentale importanza anche per l'educazione di tanti giovani». L'amministrazione, dunque, insisterà per tenere aperte le strutture liberandosi dei costi di gestione, compreso il pagamento delle utenze.
In questa direzione va il bando approvato in consiglio che punta all'esternalizzazione di tutti gli impianti. Il processo è stato già avviato con l'affidamento di alcune palestre e dei campi sportivi frazionali. «Le società che acquisiranno la gestione si faranno carico di tutte le spese», osserva Brucchi, «mentre l'amministrazione garantirà un contributo economico collegato alla disponibilità di bilancio e conserverà la funzione di controllo sulle tariffe e sulla massima fruibilità delle strutture». Il modello da adottare sarà simile a quello sperimentato per il circolo tennis "Bernardini", di cui Brucchi è stato per anni il presidente. Dal lotto delle nuove esternalizzazioni resteranno escluse, oltre al palasport, anche le due piscine comunali dell'Acquaviva. Entrambe, infatti, necessitano di radicali interventi di manutenzione che richiedono una procedura differenziata rispetto al bando adottato dall'amministrazione. La soluzione risiederebbe in un project financing basato sull'ammodernamento delle piscine in cambio della gestione per almeno vent'anni.(g.d.m.)
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