«E’ la zona più devastata»

L’allarme del prefetto. Brucchi: «Scuole riaperte solo dopo tutti i controlli»
TERAMO. «Una cosa è certa: il Teramano si trova ad affrontare l’emergenza maltempo più grave di tutta la regione». Il prefetto Graziella Patrizi lo dice più volte mentre elenca numeri e lancia appelli nel centro operativo allestito nel Parco della scienza . A cominciare da quelli contro i falsi allarmi. «Ansia e preoccupazione sono più che comprensibili»,dice, «ma spesso ci troviamo di fronte situazioni che definire spiacevoli è poco. Squadre di soccorritori arrivano in posti, a volte in condizioni veramente estreme e mettendo a rischio la propria vita, dove non c’è più nessuno». Al suo fianco i vertici delle di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile, Provincia e il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi. Che su una cosa è stato chiarissimo: «Le scuole non riapriranno prima dei controlli della Protezione civile». Ha detto il primo cittadino: «In questi momenti le squadre del Comune stanno togliendo la neve all’esterno degli istituti scolastici. Poi i tecnici del Comune inizieranno le ispezioni e i controlli interni. Ma una cosa è certa, soprattutto alla luce della nota della Commissione Grandi Rischi: le scuole non riapriranno fin quando non saranno stati fatti tutti i controlli della Protezione civile».
Intanto sui soccorritori e sulle popolazioni già colpite dal maltempo e dal terremoto, pesa anche l'allerta valanghe, con rischio diffuso su tutto il territorio anche in fascia collinare di grado 4. Un allarme più volte sottolineato dallo stesso prefetto. Proprio a questo proposito, sono in arrivo 160 soccorritori specializzati (Soccorso alpino, guardia di finanza, vigili del fuoco, Croce rossa italiana, carabinieri forestale) per il recupero in alta quota e anche carabinieri forestali dal Friuli Venezia Giulia: una colonna mobile per il monitoraggio valanghe.
Ci sono 9 elicotteri a disposizione e la Provincia è riuscita a riaprire una linea di rifornimento costante per carburante. I vigili del fuoco hanno istituito cinque Ucl, posti di comando locali ad Atri, Rocca Santa Maria, Isola del Gran Sasso e Bisenti. A partire dal 20 gennaio i pompieri hanno compiuto 373 interventi: di questi circa 200 sono salvataggi, 57 riguardano crolli di abitazioni, imprese, aziende agricole. Un lungo elenco di interventi con 594 richieste ancora da evadere. Con loro decine di poliziotti, carabinieri, finanzieri, uomini del Soccorso alpino, militari dell’ esercito che da giorni soccorrono persone, consegnano medicinali e viveri nelle case. Da segnalare l’accordo tra prefettura, istituto Zooprofilattico, università di Teramo e Regione per l’assistenza alle aziende agricole e agli allevatori.
Intanto un gruppo di volontari, che fanno capo all’associazione onData e Terremoto centro Italia, per agevolare la raccolta di segnalazioni e le richieste di aiuto di quanti ancora sono bloccati nelle loro case hanno creato anche un’applicazione web. Essa consente soprattutto a parenti e amici di segnalare il luogo esatto in cui si trovano i loro cari e di cosa hanno bisogno: mezzi spazzaneve, assistenza sanitaria, beni di prima necessità.(d.p.)
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