«E’ un assassino bugiardo e traditore»

28 Maggio 2015

L’avvocato della parte civile: «La crudeltà per noi c’era perché ha ucciso con la figlia in macchina»

TERAMO. «Parolisi non era in aula. Da quando è stato dichiarato assassino evita di farsi vedere. Perchè tre gradi di giudizio hanno accertato che è bugiardo, assassino e traditore. Parolisi si è proclamato innocente e ha mentito anche questa volta». Non fa sconti l’avvocato di parte civile Mauro Gionni che dall’inizio assiste la famiglia di Melania. «E’ una sentenza che non cambia niente, se non gli anni di pena», dice il legale, « anche se non è una questione di pena ma di responsabilità. Certo avremmo preferito un’altra condanna, ma la Cassazione ha stabilito che l’aggravante della crudeltà non ci sia andando contro il buon senso comune nazionale e i dati processuali emersi durante i vari gradi di giudizio».

E su questo Gionni, in particolare, fa cenno a uno dei riferimenti fatti dalla Suprema Corte: la presenza in macchina della figlioletta (all’epoca aveva un anno e mezzo) durante l’assassinio di Melania. «La crudeltà», dice il legale, «non va riferita al fatto che la piccola, che era in macchina mentre il padre uccideva la madre, possa aver visto. Quasi sicuramente la piccola dormiva. Ma la crudeltà va riferita al fatto che l’uomo abbia agito ben sapendo che in auto ci fosse la figlia e ben sapendo che la donna che stava uccidendo sapeva che in macchina c’era la bambina».

Parolisi, da quattro anni detenuto nel carcere teramano, destinatario di decine di lettere di fans come la cronaca racconta dai tempi di Pietro Maso in poi, protagonista di una pagina Facebook con duemila iscritti convinti della sua innocenza, ripete che non ha ammazzato sua moglie, che l’ha tradita ma non uccisa. Che quel 18 aprile del 2011 è rimasto a far dondolare la figlia sull’altalena del pianoro di Colle San Marco, mentre Melania è sparita alla ricerca di un bagno.

Non gli ha creduto il giudice di primo grado che al termine di un rigoroso rito abbreviato lo ha condannato all’ergastolo, non gli hanno creduto i giudici dell’Appello che hanno riformato la sentenza a 30 anni riconoscendo Parolisi colpevole «perchè ormai stretto in un tunnel, incapace di scegliere tra la moglie e l’amante». Due condanne con motivazioni diverse. Poi il sigillo della Cassazione e ieri la rideterminazione della pena.(d.p.)

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