«Ecco perché devono ridarmi la casa Ater»
GIULIANOVA. Da Londra, dove si trova per prendersi cura dei figli minorenni, R.P., un 44enne giuliese, torna a chiedere che gli venga restituita la casa popolare in via Terracini, che l’Ater gli ha...
GIULIANOVA. Da Londra, dove si trova per prendersi cura dei figli minorenni, R.P., un 44enne giuliese, torna a chiedere che gli venga restituita la casa popolare in via Terracini, che l’Ater gli ha tolto perché non vi risiedeva più da molti mesi. L’uomo, che deve rispettare una sentenza del tribunale di Londra che lo obbliga a far vedere i figli alla madre tutti i giorni, chiede la revisione della sentenza del tribunale di Teramo, il quale, dando ragione all’Ater (che aveva fatto sapere di non aver ricevuto comunicazioni scritte da parte dell’uomo che giustificassero la sua assenza), ha deciso per lo sfratto esecutivo. Il 44enne, però, ha ancora le fotocopie delle raccomandate andata e ritorno inviate al Comune di Giulianova (che si è limitato ad eseguire la sentenza di sfratto) e all’Ater. «Intendo informarvi», si legge nella missiva, «che sono all’estero per lavoro e sarò di rientro quando terminerà il lavoro e contatterò il vostro ufficio per rispondere a qualsiasi domanda abbiate da pormi». La comunicazione risale all’agosto 2009. E’ da allora che R.P. è a Londra. (m.t.)
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