«Ecco perché il Comunale sarà soltanto un teatro»

TERAMO. Le indiscrezioni sulla volontà dell’amministrazione comunale di chiudere il cinema Comunale e utilizzare l’edificio solo per il teatro sono state confermate dal sindaco Maurizio Brucchi. Il...
TERAMO. Le indiscrezioni sulla volontà dell’amministrazione comunale di chiudere il cinema Comunale e utilizzare l’edificio solo per il teatro sono state confermate dal sindaco Maurizio Brucchi. Il primo cittadino ha parlato del nuovo bando per la concessione della struttura –quello vecchio scade a giugno – ribadendo che qualora fossero confermati i progetti di ampliamento e riqualificazioni del multisala Smeraldo, l’amministrazione potrebbe riservarsi di escludere l’attività cinematografica finora svolta nella sala.
«Tra pochi mesi scade l’affidamento alla ditta Spinozzi. Le considerazioni», ha detto Brucchi, «vertono sul fatto che le attrezzature cinematografiche in dotazione al Comunale sono ormai obsolete, anche in virtù dell’introduzione del 3D. La riflessione che stiamo facendo in maggioranza è quella di farne solo una struttura che ospiti solo spettacoli teatrali,mentre il cinema potrebbe migrare verso un unico polo. Non conosco i termini progettuali, ma ho colto la volontà della famiglia Spinozzi di dar vita a un programma di ampliamento e riqualificazione della multisala che a quel punto avrebbe tutte le potenzialità per dare le risposte all’intrattenimento del pubblico teramano». Il sindaco Brucchi non è entrato nel merito delle cifre e dei tempi dell’affidamento del nuovo bando, anche perché non esclude che possa essere lo stesso Comune a valutare di farsi carico di una gestione diretta dei locali del teatro. Certo è che questo si sposa anche con l’idea di trasformare l’immobile all’inizio del corso nel nuovo teatro del capoluogo. Un’idea che prese piede dopo che sfumò il project financing iniziale che voleva la nascita del Nuovo Teatro e di parcheggi nell’area del vecchio stadio. A supporto della riconversione dell’immobile in un nuovo polo teatrale c’era anche uno vecchio studio che prevedeva che il Comune si facesse carico del recupero e riqualificazione dello stabile in parte con fondi propri e in parte con la Fondazione Tercas. (m.d.t.)
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