Ecco Stream, il piano contro le alluvioni

Le finalità del progetto internazionale sono state illustrate ieri, coinvolta anche l’Università
TERAMO. Si chiama Stream ed è un progetto internazionale, già avviato da tempo, per la gestione di alluvioni e cosiddette bombe d'acqua. Il partenariato di Stream è composto da 16 organizzazioni, in Croazia e in Italia, ed è finanziato con un budget di 9 milioni e 411mila euro all'interno del programma di cooperazione transfrontaliera. Sotto la lente d'ingrandimento ci sono le coste adriatiche, dove negli ultimi decenni la frequenza delle inondazioni è aumentata per effetto dei cambiamenti climatici. Per questo la finalità del progetto, illustrato ieri nella sede della Ruzzo Reti alla presenza di vari relatori, è di sviluppare strumenti e piani condivisi, a supporto di autorità locali e servizi di emergenza, per migliorare la gestione delle inondazioni nei territori interessati. Tra i partner di Stream c'è l'Adsu (l'Azienda per il diritto agli studi universitari) di Teramo, che ha coinvolto la Ruzzo Reti sul piano tecnico-scientifico e strutturale e il dipartimento di Bioscienze dell'Università di Teramo, che organizzerà corsi e seminari specifici per gli studenti.
«Siamo onorati di essere stati scelti dall'Adsu per questo progetto», dichiara la presidente della Ruzzo Reti Alessia Cognitti, «considerando che ha un impatto ambientale molto alto sul nostro territorio. Per conformazione storica abbiamo delle reti miste e quindi la rete fognaria non è solo costituita dalle acque nere, come dovrebbe essere, ma vi confluiscono anche le acque meteoriche. Nei periodi in cui ci sono alluvioni o bombe d'acqua si creano sversamenti particolarmente violenti nei depuratori e nei tombini. Fare quindi un'opera di prevenzione è fondamentale nella nostra provincia perché si riesce a mappare il territorio, capire dove sono i punti di maggiore sversamento e intervenire». Il presidente dell'Adsu, Vincenzo Di Giacinto, aggiunge: «Questo progetto è di straordinaria attualità. Le situazioni climatologiche, negli ultimi anni, sono molto drastiche e quindi è necessario monitorare le grandi masse d'acqua che arrivano sul territorio e vanno a mettere in crisi i sistemi di smaltimento». Il progetto Stream completerà la sua attività strategica a metà del 2023. (g.l.)

