Economia, Cgil e Cisl «Gli altri corrono e Teramo arretra»

4 Gennaio 2020

Bilancio 2019 e prospettive per l’anno nuovo dei sindacati Redditi e pensioni in provincia sono i più bassi d’Abruzzo

TERAMO. Una provincia che dà alcuni segnali di arretramento mentre le altre tre province abruzzesi crescono. E’ il quadro dipinto dai due segretari generali di Cgil e Cisl che tracciano un consuntivo del 2019 e parlano delle premesse del 2020.
Giovanni Timoteo e Fabio Benintendi sfogliano statistiche e grafici, su cui basano un’analisi puntuale di quella che è la situazione teramana. Intanto salta all’occhio che nella ricerca sulla qualità della vita del Sole 24 ore Teramo è scesa dal 53° al 56° posto. Niente di che, se non fosse che le altre tre “sorelle” abruzzesi vivono un trend diametralmente opposto: Pescara è risalita di 21 posizioni, Chieti di 5, L’Aquila di 9. E nel settore ricchezza e consumi è scesa dal 64° al 71° posto, ultima in Abruzzo. Così come è più basso in assoluto in Abruzzo il reddito pro capite: 20962 euro contro i 22.930 di Pescara, i 21.681 dell’Aquila e i 21,949 di Chieti. Non va meglio per il reddito da pensione: a Teramo quello medio è di 944 euro, minore della media Abruzzo (1.026), Sud Italia (1.031), Italia (1.221). «Un dato che deriva da un lavoro più povero e frammentato, e purtroppo ancor oggi siamo in questa dimensione, osserva il segretario della Cgil Timoteo che rimarca come nella categoria “Affari e lavoro” Teramo nel 2019 sia scesa dal 20° al 68° posto. I dati dell’occupazione (fonte Istat) infatti sono in peggioramento: così il tasso di disoccupazione, la differenza fra il tasso di occupazione maschile e femminile, e anche il tasso di inattività.
Di positivo c’è il numero di imprese ogni 100 abitanti, il numero di imprese straniere e il tasso di iscrizione netto al registro delle imprese. «E’ una provincia che si conferma dinamica, anche per l’export», fa notare Benintendi, segretario della Cisl, «però sempre meno attrattiva per i giovani (è al 102° posto per le aziende under 35) che non fanno impresa e che trovano un lavoro sempre meno di qualità (cioè part time o precario) Se combiniamo il dato negativo del lavoro femminile con il numero medio di componenti della famiglia, che nel Teramano è 2,4, si deduce che il sostegno alle famiglie è scarso per cui si fanno pochi figli e se si fanno le donne tendono a restare a casa». «In questo quadro si è aperta un’emergenza pericolosa, quella della mobilità», incalza Timoteo, «mi riferisco alle code sull’A14 e alla corsia unica sotto al Traforo. In più da oggi (ieri per chi legge, ndr) la tratta della Tua Giulianova-Teramo-Roma si interrompe all’Aquila. Da noi la Tua riduce il servizio mentre a Pescara-Chieti c’è il biglietto unico, che contente viaggi illimitati in quest’area per 90 minuti». Il sindacalista sollecita un’analisi puntuale della situazione e una progettazione per la provincia con un «protagonismo diffuso della società e in particolare dei politici». E quindi rilancio delle zone interne, impulso alla realizzazione della Pedemontana e del quarto lotto della Teramo-mare. Ma anche il riutilizzo dei fondi non spesi dell’area di crisi complessa.
«La nostra è una provincia che rischia sempre più l’isolamento, non solo per la viabilità ma anche perchè non ha un trend di crescita come le altre provincia», afferma Benintendi, «Bisogna a questo punto fare sforzi di due tipi: concentrarsi sulla valorizzazione dell’esistente, come il settore alimentare e l’automotive e puntare sul turismo di qualità. Le nostre strutture alberghiere sono per qualità al 92° posto e diciamo pure che il turismo è un valore aggiunto. E poi un altro grande nodo da sciogliere riguarda il mondo del credito: ci vuole allerta massima sul futuro della Popolare di Bari».
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