Economia circolare, concorso per studenti

A chi presenterà il progetto vincente iscrizione gratuita per il primo anno all’ateneo
TERAMO. Prende il via oggi, con la pubblicazione del bando, il primo concorso di idee sull’economia circolare per le scuole superiori della provincia.
Un concorso indetto dall’università di Teramo in collaborazione con l’istituto “ Di Poppa – Rozzi” dove è stato presentato ieri mattina in una conferenza stampa e con l’associazione “RicreaTe” che si inserisce nella seconda edizione di “Go Green Red Blue”, la manifestazione per formare e informare sull’importanza dell’economia circolare che si svolgerà a maggio. Grazie a questo bando consultabile sul sito www.unite.it gli studenti delle scuole superiori, singolarmente o in gruppo e affiancati da tutor del Gse (Gestore dei Servizi Energetici) e dell’ateneo stesso potranno progettare, secondo i criteri dell’economia circolare, un allestimento artistico già individuato nel logo dell’università di Teramo, un cubo, da posizionare nella rotatoria stradale situata in prossimità del primo ingresso del campus “Aurelio Saliceti” a Colleparco.
E dovranno farlo utilizzando una tavolozza di materiali ottenuti dagli impianti di recupero o derivati da materie riciclate forniti da ditte della zona in collaborazione con la Provincia,«toccando con mano come lo scarto si trasformi in risorsa diventando prodotto» come ha spiegato Pina Piccirilli della RicreaTe. Il miglior progetto valutato da una commissione verrà premiato nel corso del “ Go Green Red Blue” con l’iscrizione gratuita per il primo anno alle facoltà dell’università di Teramo per gli studenti dell’intera classe o al massimo di 25 studenti del gruppo misto ovviamente con il superamento del test di ammissione per quanto riguarda quelle a numero chiuso come ha spiegato Massimo Lupino dell’ufficio tecnico dell’ateneo. L’opera vincitrice verrà successivamente realizzata e posizionata dal Comune di Teramo. «I ragazzi devono comprendere il discorso dell’energia circolare per vivere in un ambiente più sano», ha commentato Caterina Provvisiero, dirigente scolastica, «e noi come scuola abbiamo il dovere di stimolarli verso questo nuovo tipo di cultura».
Adele Di Feliciantonio
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