Edicole, servizio primario «Noi siamo in prima linea»

18 Marzo 2020

Di Felice di piazza San Francesco: «Ogni sorriso che strappo è una emozione» Il segretario provinciale del sindacato: «Restiamo un presidio sul territorio»

TERAMO. «Ogni sorriso che strappo a un cliente in questi giorni di emergenza è una emozione forte perché noi ci siamo sempre». Antonio Di Felice da anni gestisce l’edicola di piazza San Francesco. Lui, come tanti altri suoi colleghi, conosce il valore dell’informazione come servizio essenziale, sa quanto sia importante per gli altri, anche ai tempi dell’on-line, quel gesto giornaliero di comprare un giornale.
Sempre, anche nei giorni del coronavirus con i teramani che acquistano soprattutto quotidiani e l’inseparabile Settimana enigmistica. «Il cliente deve essere sempre coccolato», dice, «e in questi momenti ancora di più. La situazione sicuramente non è delle migliori perché, come è giusto che sia, la gente resta a casa. Ma proprio per questo credo che anche la presenza di una edicola aperta possa essere un segnale incoraggiante. Sicuramente arriveranno tempi migliori, ma intanto noi continuiamo ad esserci».
Commenta Iuri D’Agostino dell’edicola di viale Bovio: «La gente, in questi giorni, acquista soprattutto quotidiani per tenersi informati, i giornali di enigmistica, libri. Andiamo avanti e sicuramente restiamo un presidio importante sul territorio anche se vedere la città deserta, come è giusto che sia in questi giorni, fa sicuramente effetto. Speriamo di tornare alla normalità nel più breve tempo possibile». Un augurio che Fabio Di Teodoro dell’edicola di Sant’Antonio ha trasformato in un grande arcobaleno disegnato su un telo che sventola. «Speriamo di uscire dall’emergenza», dice, «nel frattempo rimaniamo un presidio sul territorio come servizio essenziale. Certo in questi giorni la situazione è quella che è ma la gente vuole informarsi e noi lo vediamo dagli acquisti dei quotidiani». Sulla garanzia di un servizio punta anche Valeria Gasbarrini dell’edicola di piazza Progresso a San Nicolò: «Il servizio è garantito ma le spese ci sono e sicuramente non le paga Conte. Noi continuamo ad esserci con grande senso di responsabilità». Sulla stessa lunghezza d’onda Cecilia Bucci, dipendente dell’edicola di via Carducci: «Il momento è quello che è ma noi dobbiamo dare un servizio». All’edicola San Giorgio di Angelo Flammini e Giovanna Di Natale, il marito di quest’ultima Gianni dice: «Noi garantiamo un servizio e siamo sempre in prima linea. In questo momento credo potrebbe essere una proposta quella di vendere solo i quotidiani». Gianni Tiberini, responsabile provinciale del Sinagi, il sindacato nazionale dei giornalai, dice: «La gente, come è giusto che sia, in questi giorni di emergenza resta a casa, ma noi continuiamo a garantire un servizio sul territorio. Restiamo un presidio».
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