Edifici da demolire: l’Ater chiede procedure accelerate e più soldi

L’ente spiega al commissario le criticità: attualmente i tempi per arrivare a gara sono lunghissimi Castelli s’impegna a ridurli e a trovare maggiori risorse per gli alloggi da ricostruire ex novo
TERAMO. Procedure più snelle e più fondi in modo da procedere alla demolizione e ricostruzione ex novo di quegli edfici che sono troppo fragili per essere solo migliorati sismicamente. È quanto l’Ater di Teramo ha chiesto al commissario per la ricostruzione post-sisma 2016 Guido Castelli, che su queste richieste ha promesso il massimo impegno. La presidente dell’Ater Maria Ceci e il direttore generale Alfredo D’Ercole hanno incontrato Castelli sabato a Teramo alla presenza dell’assessore regionale Pietro Quaresimale. «Un importante momento di confronto e verifica», così lo ha definito Maria Ceci, «pensato al fine di entrare nello specifico dell’applicazione dell’ordinanza speciale sugli interventi di ricostruzione post sisma 2016 del patrimonio edilizio dell’Ater Teramo. Partendo dall’analisi della situazione generale della ricostruzione nella sua interezza, particolare attenzione è stata posta a problematiche relative alle demolizioni».
Il punto dolente sottoposto a Castelli è questo: al momento della verifica tecnica i tecnici dell’Ater sono arrivati alla conclusione che molti edifici devono essere demoliti, ma si tratta di edifici per cui l’ente è autorizzato al miglioramento sismico. Questo significa che l’Ater deve prima farsi autorizzare dall'Ufficio speciale la demolizione e poi può procedere alla progettazione: questo passaggio comporta un allungamento dei tempi prima di poter arrivare a gara d’appalto. L’Ater sabato ha chiesto a Castelli di poter demolire subito, in attesa di fare il progetto di ricostruzione. «Il commissario ha mostrato una grande apertura», dice Maria Ceci, «e lo stesso ha fatto sul tema dei soldi che servono in più per portare avanti i lavori a seguito sia della diagnosi di demolizione che dell’aumento dei costi dei materiali».
Al momento l’Ater ha l’autorizzazione dell’Usr per demolire sei edifici nel quartiere teramano di Colleatterrato dopo aver già demolito uno stabile ritenuto da ricostruire ex novo in via Spataro. Ma i tecnici dell’ente hanno rilevato – e stanno ancora rilevando – la necessità di procedere a demolizione di molti altri edifici per i quali il semplice miglioramento sismico non sarebbe sufficiente, quanti precisamente la presidente Ceci ritiene di non dirlo in questa fase. «La ricostruzione degli alloggi Ater della provincia di Teramo costituisce una priorità», ha detto Guido Castelli, «abbiamo analizzato tutte le criticità così da poter stilare un cronoprogramma verosimile e tempestivo. Mi metterò subito al lavoro per i necessari approfondimenti».
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