Edificio simbolo della montagna rischia di essere demolito

9 Ottobre 2018

FANO ADRIANO. “Al Gran Sasso d’Italia - mt. 2912”. La grande scritta è ancora leggibile, ma mostra i segni del tempo e dell’abbandono come il resto di tutta la struttura. E a fine mese l'edificio...

FANO ADRIANO. “Al Gran Sasso d’Italia - mt. 2912”. La grande scritta è ancora leggibile, ma mostra i segni del tempo e dell’abbandono come il resto di tutta la struttura. E a fine mese l'edificio simbolo della montagna teramana situato sulla statale 80 al bivio di Pietracamela, una volta sede di negozi e tappa fissa per i tanti passanti, potrebbe essere demolito. Il sindaco di Fano Adriano Adolfo Moriconi ha infatti firmato un’ordinanza nella quale viene concesso il tempo di 30 giorni ai Trentini, i proprietari, per decidere il destino dell’immobile anche perché parte della corsia stradale dinanzi allo stabile è chiusa per motivi di sicurezza. Una decisione non facile, visto che gli eredi sono 34; ma se non perverrà risposta, ci sarà l’intervento del Comune. «L’edificio che è di proprietà privata non può più stare così perché malmesso già prima del sisma e sempre più in peggiori condizioni», spiega Moriconi, «entro fine ottobre i proprietari devono ottemperare alla messa in sicurezza altrimenti interveniamo noi e siamo orientati alla demolizione totale».
La decisione ha scatenato una serie di reazioni. «La Porta del Gran Sasso d'Italia, ecco come è ridotta», scrive su Facebook Davide Peluzzi, consigliere di opposizione del Comune di Crognaleto e alpinista, «spero che la Regione, la Provincia, il Parco, l'Anas, i Comuni di Fano Adriano e Pietracamela insieme ai proprietari prendano una decisione al più presto». Un vero e proprio appello alle istituzioni è quello di un cittadino di Fano, Berardino Nisii. «Chiediamo che non venga demolito, ma salvato e con una nuova vita perché è un edificio storico della nostra montagna che fa parte della nostra memoria». E anche il presidente della Pro loco locale, Antonio Di Battista, interviene: «L’edificio è un punto caratteristico della nostra montagna e bisognerebbe salvarlo anche se non è semplice. Purtroppo i luoghi montani sono sempre più abbandonati e non ci sono incentivi».
Adele Di Feliciantonio
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