Elementari, termosifoni freddi Scoppia la protesta dei genitori

Atri, vista la rottura dell’impianto di riscaldamento molti hanno preferito portare a casa i figli Il Pd accusa il sindaco di aver aggredito il comitato delle mamme. Astolfi: «Macchinazioni politiche»
ATRI. Dopo la neve ad Atri il rientro a scuola è da brividi. Gli alunni delle scuole elementari “Radici” dopo il fermo per il maltempo, rientrando nelle classi lo scorso venerdì hanno trovato i termosifoni fuori uso.
A protestare è intervenuto subito il comitato “Genitori Scuole Atri” che in una nota a firma del presidente Cinzia Di Luzio ha evidenziato: «Nell'ormai celeberrima scuola elementare atriana, in alcune aule al terzo piano, dunque alcune classi quarte e quinte, i ragazzi hanno ripreso le attività didattiche imbacuccati di tutto punto perché il riscaldamento non funzionava. Nel giro di un paio di ore la notizia si è diffusa tra i genitori, molti dei quali hanno preferito riprendere tempestivamente i ragazzi da scuola». Il comitato racconta di una conversazione telefonica in cui il sindaco ha spiegato che nel corso della notte una tubatura aveva subito gli effetti del gelo e stavano provvedendo a risolvere il problema. «Il fatto però», obietta Di Luzio, «si era già verificato nei mesi scorsi: a volte era un malfunzionamento, altre volte una bolla d’aria, adesso il gelo. Abbiamo anche avuto la visita dei vigili del fuoco venuti a controllare una vistosa infiltrazione d’acqua sul solaio del corridoio dello stesso piano, fenomeno, anche questo, verificatosi altre volte in passato. La realtà», si conclude la nota, « è che la scuola ad oggi doveva essere pronta. I genitori sono stanchi di ascoltare chiacchiere, pazientare ed essere comprensivi».
Il comitato si riferisce al fermo dei lavori di messa in sicurezza causato dal recesso della ditta appaltatrice. La vicenda ha innescato un putiferio politico con uno scambio di accuse tra il segretario del Pd locale Alfonso Prosperi ed il primo cittadino Gabriele Astolfi. Il primo, su Facebook ha scritto: «Astolfi ha aggredito i genitori degli alunni della scuola elementare che protestavano per i disservizi (termosifoni freddi, pioggia in aula e ditte appaltatrici che fuggono), poi ha convocato una riunione per lunedì. Nell’urna fate in tempo a mandargli un messaggio appropriato a lui e all'assessore del "ramo", l'inconsapevole candidato Ferretti». Il sindaco Astolfi ha replicato prontamente: «Navigando sulla rete, mi sono casualmente imbattuto in un post su Facebook del Pd di Atri che, a dire il vero, non avrebbe meritato considerazione, tantomeno una risposta. Tuttavia, dato che si fantastica una mia "aggressione" verso i genitori degli alunni della scuola, mi sembra opportuno fare qualche considerazione. E' inevitabile chiedersi: come mai prosegue questo filo diretto tra i vertici del comitato genitori ed il Pd? Spero di sbagliarmi, ma non mi stupirei se qualche membro "più in vista" all'interno del comitato dovesse comparire tra i candidati del Pd alle prossime elezioni amministrative. Se così fosse, si spiegherebbero molte cose».
A replicare è la stessa presidente del comitato Cinzia Di Luzio che precisa: «Se qualcuno di noi avesse intenzioni di candidarsi si dimetterà dal comitato. Succede che lo squallore della strumentalizzazione politica offusca ogni buon proposito ed ogni tentativo di collaborazione. La realtà è che i bambini e la scuola non si toccano, questo è l’unico fatto di cui veramente ci importa».
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