Eletto il comitato ristretto dei sindaci Asl

Ne fanno parte Teramo, Atri, Alba, Castelli e Sant’Omero. Non c’è Roseto: Pavone critica Di Girolamo
TERAMO. La conferenza dei sindaci, convocata dal primo cittadino di Teramo Gianguido D’Alberto in qualità di presidente di diritto, si è riunita l’altroieri al Parco della Scienza. E in questa occasione è stato eletto il comitato ristretto dei sindaci, scaduto nel marzo del 2017.
I membri del comitato sono cinque e, alla prima seduta, dovranno eleggere il presidente che, di solito, coincide con il sindaco del capoluogo di provincia perché è più popoloso. Sono stati eletti lo stesso D’Alberto e i sindaci Andrea Luzii (Sant’Omero), Piergiorgio Ferretti (Atri), Antonietta Casciotti (Alba Adriatica), Rinaldo Seca (Castelli».
«Il comitato ristretto dei sindaci, al fine di corrispondere alle esigenze sanitarie della popolazione della provincia di Teramo, ha funzioni propositive, consultive e valutative rispetto alla programmazione sanitaria aziendale», si legge in una nota del Comune di Teramo, «le normative nazionali e regionali affidano al comitato la definizione delle linee di indirizzo per l’impostazione programmatica dell’attività delle Asl (nell’ambito della programmazione regionale), l’esame dei bilanci e la verifica dell’andamento generale delle attività, contribuendo anche alla definizione dei piani programmatici aziendali. Inoltre, il comitato deve rendere alla Regione il parere sul raggiungimento degli obiettivi di salute e di funzionamento dei servizi assegnati al direttore generale, all’atto della sua nomina. Si tratta di una funzione particolarmente rilevante, quest’ultima, considerato che – in caso di esito negativo, previa contestazione e nel rispetto del principio del contraddittorio – la Regione dichiara la decadenza immediata dall’incarico di direttore generale, con risoluzione del relativo contratto».
L’elezione ha già suscitate le prime polemiche, questa volta interne a Roseto. A parlare è Enio Pavone, capogruppo di “Avanti per Roseto-Roseto al Centro” che sottolinea come il primo cittadino di Roseto, Sabatino Di Girolamo, «ancora una volta non è stato chiamato a farne parte: è incredibile come il sindaco della città più grande della provincia dopo il capoluogo e che è sede anche del più importante distretto sanitario di base provinciale non sia rappresentato all’interno di questo comitato strategico. In passato, infatti, Roseto è stata degnamente rappresentata sia da Franco Di Bonaventura che dal sottoscritto». Pavone sottolinea il danno per Roseto e conclude con una stilettata sul presunto «peso politico» del sindaco che sarebbe «molto marginale nel contesto provinciale e regionale».

