Elezioni al veleno per il presidente dell’Aci

28 Aprile 2017

De Dominicis e Taraschi rispondono alle affermazioni dell’uscente Di Gialluca, possibili denunce

TERAMO. Nel giorno delle elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo dell'Aci provinciale (si voterà fino a stasera alle 21), due interventi - a firma di Alfredo De Dominicis, pilota di rally teramano a tutti noto come Dedo, e di Tazio Taraschi, figlio del defunto pilola e costruttore di auto da corsa Berardo Taraschi - intendono rispondere alle affermazioni del presidente uscente, Vincenzo Di Gialluca, rilasciate nel corso della conferenza stampa di mercoledì.
Insieme ai membri del comitato promotore della Mille Miglia, Dedo é sceso in campo a favore del candidato avversario Carmine Cellinese e ha dichiarato: «Basta fango per screditare gli avversari e soprattutto basta equivoci e strumentalizzazioni ai danni dello sport e della passione per l'automobilismo». De Dominicis ha contestato le dichiarazioni di Di Gialluca secondo il quale «alcune persone dietro Cellinese vorrebbero drenare i soldi dell'Aci per finanziare scuderie e manifestazioni sportive». Sentendosi chiamato in causa Dedo ha voluto far chiarezza: «Sono pronto a ricorrere alle vie legali qualora i riferimenti si spingano a ricondurre interessi economici alla mia persona e alla mia attività professionale. Piuttosto noi lamentiamo l'isolamento in cui l'Aci di Teramo si è trincerato e la mancanza di coordinamento che ha portato ad esempio gli organizzatori della Mille Miglia a costituirsi in un comitato di lavoro. In altre città, come Ascoli, è stata proprio l'Aci a sottoscrivere i contratti con Mille Miglia e ad assumersi la responsabilità. Invece a Teramo l'Aci si è presa solo i meriti e il ritorno di visibilità senza assumersi gli obblighi e gli adempimenti contrattuali. Tant'è che le condizioni sono talmente proibitive che la Mille Miglia è stata interrotta».
Anche Taraschi ha voluto precisare: «Per i 7 impianti di distribuzione carburante di proprietà dell'Ac Teramo, 5 sono stati realizzati durante la gestione a cui ha partecipato mio padre come consigliere e i restanti 2 sotto la "gestione Sorgi"». E ancora: «Visto che l'attuale presidente ha tirato in ballo mio padre, mi vedo costretto a ricordargli quanto il cavalier Berardo Taraschi abbia dato lustro all'Ac Teramo sia con la sua attività sportiva, sia come consigliere, contribuendo per ben 46 anni, a una più che accorta gestione economica che ha permesso di costruire l'attuale solidità economica dell'ente. Infatti se oggi l'Ac Teramo può vantare una sede di proprietà il merito è solo di mio padre che spinse l'allora consiglio presieduto da Berardo Cerulli Irelli ad acquistarla dalla famiglia Savini. Infine, mai e poi mai l'Ac di Teramo ha finanziato la pubblicazione del libro "Berardo Taraschi", ma ne ha solo acquistato 200 copie direttamente dalla Edigrafital che ha stampato il libro. Inoltre sia mio padre che la società editrice Automitica hanno pagato le copie del libro allo stesso prezzo pagato dall'Ac Teramo. Per di più avendo l'Ac Teramo regalato le sue copie ha inizialmente creato un danno economico alla società editrice: sulla piazza di Teramo ne sono state vendute di meno. Nonostante ciò, dopo solo 8 mesi, tutte le copie erano state vendute e il libro era esaurito».
Emanuela Michini
©RIPRODUZIONE RISERVATA