Eliana, 45mila euro per il recupero

26 Agosto 2017

Deve pagarli la società armatrice. A un mese dal naufragio l’inchiesta è ferma

GIULIANOVA . Ad un mese esatto dal naufragio del peschereccio Eliana, costato la vita ai marittimi Elia Artone e Carlo Mazzi, l’unico dato sicuro nell’inchiesta aperta sul disastro è l’ubicazione del relitto a circa tre miglia dalla costa giuliese in direzione nord-est rispetto al porto di Giulianova, proprio a ridosso di un allevamento di cozze.
Subito dopo l’affondamento del natante passarono diversi giorni prima dell’individuazione del relitto. La guardia costiera, con il comandante di Circomare tenente di vascello Clarissa Torturo, in quel frangente si è adoperata moltissimo nel condurre un’azione complessa. Sono stati impiegati i sommozzatori della Capitaneria di porto di San Benedetto del Tronto e subito dopo i sub dei vigili del fuoco di Teramo. Questi ultimi, dopo alcuni tentativi di far riemergere il natante con i palloni di sollevamento, si sono arresi non riuscendo ad andare oltre con i mezzi a disposizione. Il peschereccio, riempitosi di sabbia, fango ed acqua, è risultato troppo pesante anche per via della rete da pesca adagiata sotto la poppa nella zona dell’elica. Il magistrato della Procura di Teramo che ha aperto l’inchiesta, Laura Colica, ha chiesto espressamente il recupero della barca e sarà compito della società armatrice Eliana Artone srl provvedere a quanto disposto. Unico mezzo in grado di far riemergere l’Eliana è un pontone galleggiante capace di sollevare le diverse tonnellate di peso rappresentate dal natante affondato. Vincenzo Staffilano di Federpesca, consulente della società armatrice, si è messo in contatto con la Servimar di Ortona, ditta in possesso dei requisiti e dei mezzi necessari per portare a termine il recupero. Il costo si aggirerebbe attorno ai 45mila euro.
Ieri intanto nella chiesa di San Pietro Apostolo è stata celebrata una messa di suffragio in ricordo di Elia Artone e Carlo Mazzi. (al. al.)
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