Emendamenti al Milleproroghe Pezzopane (Pd): «È una svolta»

2 Marzo 2021

TERAMO. «Nel decreto Mille proroghe una svolta importante per i territori che hanno vissuto i terremoti del 2009 e del 2016»: così la deputata del Partito Democratico Stefania Pezzopane ha presentato...

TERAMO. «Nel decreto Mille proroghe una svolta importante per i territori che hanno vissuto i terremoti del 2009 e del 2016»: così la deputata del Partito Democratico Stefania Pezzopane ha presentato ieri mattina a Teramo il pacchetto di emendamenti al decreto, che portano anche la sua firma e che sono stati annunciati e approvatinei giorni scorsi. Ci sono proroghe fiscali, risorse economiche e modifiche alla normativa per la ricostruzione.
«Si tratta di un bel pacchetto di proposte», ha commentato Pezzopane, spiegando: «Innanzitutto le proroghe: quella dell’Isee, quella per il pagamento delle bollette, quella della sospensione della Tosap e quella per l’impignorabilità dei fondi della ricostruzione». Continua la deputata: «Poi ci sono gli interventi importanti: 180 milioni in tre annualità per il doppio cratere, che ha una contabilità speciale, ovvero per quei territori della provincia dell'Aquila e della provincia di Teramo che hanno vissuto sia il terremoto del 2009 che quello del 2016. Ci sono inoltre le norme importanti che riguardano gli affidamenti: sotto la soglia di 150mila euro è previsto l'affidamento diretto per le stazioni appaltanti, sia di progettazione che di direzione lavori, assegnazioni incarichi e quant'altro».
Quindi il giudizio complessivo: «Tutto questo insieme di iniziative, tra proroghe, risorse e norme innovative, aggiunto a quanto avevamo fatto nella legge di bilancio, produce obiettivamente una svolta importante, di cui ci auguriamo di raccogliere i risultati. Gli emendamenti sono da me sottoscritti, poi sono stati messi insieme ad altri emendamenti: il risultato è importante. In particolare su quella norma per gli affidamenti diretti mi sono spesa molto, perché questo favorisce un'accelerazione nella ricostruzione, pur nella trasparenza. Credo che il modello di ricostruzione che abbiamo oggi è totalmente diverso da quello è che avevamo ereditato e questo produce un valore aggiunto significativo. Alle persone che vivono in questi territori massacrati dal terremoto non possiamo più dire “faremo”, ,a dobbiamo poter dire “abbiamo fatto».
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