Emendamenti sul doppio cratere
Riunione a Montorio, i tecnici chiedono modifiche del decreto sisma
MONTORIO. La “ricostruzione pesante”, nei centri storici dell’entroterra teramano e aquilano del cosiddetto “doppio cratere”, ovvero dei luoghi in cui ai danni del sisma del 2009 si sono sovrapposti quelli dei terremoti del 2016 e 2017, è stata al centro del dibattito organizzato dalla rete locale dei tecnici, martedì sera al motel Tittina di Montorio.
Un incontro informale, coordinato dall’architetto Luigi Santarelli, al quale hanno preso parte fra gli altri i presidenti dell’ordine degli architetti e degli ingegneri Raffaele Di Marcello e Agreppino Valente e il sindaco di Colledara Manuele Tiberii coordinatore dei sindaci del cratere, organizzato per porre all’attenzione del Governo chiarimenti sulla ricostruzione. Ingegneri, architetti, geologi e presidenti degli aggregati hanno evidenziato le difficoltà riscontrate nell’operare con una normativa complessa, che sovrappone i due eventi sismici e che, di fatto, blocca la ricostruzione. Difficoltà che hanno portato la rete locale dei tecnici a proporre cinque emendamenti, aggiuntivi a quelli già prodotti dalla rete delle professioni tecniche e integrativi dei Comuni del doppio cratere, necessari per accelerare la ricostruzione. Fra questi la certezza dell'istruttoria, l'affidamento delle pratiche a tecnici esterni e il pagamento degli acconti del 50% delle spese tecniche di progettazione. La rete ha espresso anche la necessità di «dialogare con Usrc e Usr (uffici sisma) anche attraverso protocolli specifici che pongono alla base il mantenimento di impegni e responsabilità reciproci su questioni di dettaglio delle pratiche edilizie a cui la normativa ufficiale non è riuscita a dare risposte». (c.d.l.)

