Emergenza frane, la colpa è anche del Pai

Mariani: «Il piano individua in modo sbagliato le zone più a rischio di dissesto»
COLLEDARA. «Collaborazione tra i diversi gradi delle istituzioni, maggiore prevenzione e ottimale gestione delle risorse e dell’emergenza». Questi gli obiettivi che sono stati fissati nel convegno su "Dissesto idrogeologico e tutela del territorio" che si è svolto giovedì sera nella sala consiliare del Comune di Colledara. Un incontro organizzato dal Pd locale che ha affrontato il problema del dissesto che riguarda la nostra regione e in particolare la nostra provincia, che nell’alluvione del marzo scorso ha registrato 460 frane e 70 milioni di danni.
«In quindici mesi della giunta D’Alfonso siamo intervenuti sui danni del dissesto idrogeologico in tranche di finanziamenti che sono culminati con i 30 milioni per lo stato di emergenza di marzo», ha affermato Dino Pepe, assessore regionale alle politiche agricole, «i fondi terzi diretti e indiretti che la Regione mette in campo devono essere ben gestiti e mirare alla prevenzione». Proprio la prevenzione si lega, secondo le parole di Sandro Mariani, consigliere e capogruppo regionale Pd, «al senso di responsabilità e ha bisogno, per essere messa in atto, degli strumenti legislativi adeguati». Mariani e altri interlocutori hanno messo in evidenza l’inadeguatezza del Pai (piano per l’assetto idrogeologico) che individuerebbe «in modo obsoleto e spesso errato le zone di alto rischio R4 che hanno priorità negli interventi preventivi quando spesso i danni maggiori si verificano nelle zone a più basso rischio».
Il dissesto si lega inevitabilmente al forte sviluppo antropico. Per questo la Provincia di Teramo ha deciso di adottare nuovamente il Ptp (piano territoriale provinciale) cercando con i Comuni di evitare il consumo di suolo nel rispetto dell'ambiente. È del consigliere provinciale Maurizio Verna la proposta di «ridurre al minimo le costruzioni soprattutto nelle zone agricole».
Sulla grave situazione della viabilità delle strade provinciali sono stati stanziati dalla Regione 100 milioni di euro per le quattro province. A Teramo arriveranno 25 milioni di euro. Verna è polemico su questa equa ripartizione che non terrebbe conto delle peculiarità dei territori e dichiara: «Nella nostra provincia sono già attivi 40 cantieri per le strade provinciali danneggiate dalle frane».(a.d.f.)
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