Endoscopie, prenotazioni sospese Non ci sono medici per farle
Sant’Omero, l’organico è dimezzato per cui i pazienti esterni vengono dirottati verso altri ospedali Per una gastroscopia bisogna aspettare fino a marzo 2019, per una colonscopia si arriva a giugno
SANT’OMERO. Chirurgia ridotta al lumicino, compromessa l’attività di endoscopia digestiva all’ospedale Val Vibrata di Sant’Omero. L’organico medico che sulla carta dovrebbe essere di otto unità ma in realtà è di quattro, non consente di prestare l’attività ambulatoriale endoscopica a pieno regime.
Così, ogni prestazione afferente a questa disciplina medica, è di fatto sospesa e spesso – come sta accadendo – le prenotazioni subiscono slittamenti oppure al paziente viene detto di eseguirla nelle altre tre strutture sanitarie della provincia. Caso a parte è la chirurgia proctologia a direzione universitaria dove, Renato Pietroletti, pur condividendo locali, strumentazioni e personale infermieristico, prosegue nell’attività endoscopia (gastroscopie e colonoscopie) essendo la sua un’attività disgiunta, di fatto, dal contesto di chirurgia generale.
I medici in servizio nell’unità operativa semplice a valenza dipartimentale di chirurgia generale hanno già maturato decine e decine di ore in eccedenza per cui, pur garantendo urgenze ed attività intramoenia, risulta più complicato gestire la cosiddetta attività di elezione. Il risultato è che le liste d’attesa crescono (per una colonscopia si va a giugno prossimo e per una gastroscopia a marzo prossimo in altri presidi della Asl teramana) perchè nei fatti c’è il blocco delle prenotazioni a Sant’Omero. Lunedì scorso ci sono stati momenti di tensione poi rientrati per via dell’impossibilità di gestire i pazienti di endoscopia prenotati da molto tempo, a causa del poco personale medico ed infermieristico.
Situazione del personale medico non dissimile anche in altri reparti, come al pronto soccorso e medicina. La disponibilità della Asl a gestire la situazione emergenziale, in attesa delle assunzioni (che qualcuno negli ambienti santomeresi dubita che ci saranno), finora è stata quella di prendere personale a tempo determinato. Opzione che, evidentemente, non è risultata appetibile ai medici chirurghi che a Sant’Omero non arrivano lasciando la gestione del reparto e dell’attività endoscopica alle forze di chi c’è.
Dal Val Vibrata chiedono immediati interventi e soluzioni alla direzione generale della Asl, alla Regione ed anche ai sindaci della Val Vibrata, specie al comitato ristretto dei sindaci di cui fa parte il sindaco di Sant’Omero e vice presidente dell’Unione di Comuni Val Vibrata, Andrea Luzii. Quanto alla Regione, chiedono l’interessamento dell’assessore regionale, Dino Pepe, perché faccia leva sul collega di giunta, delegato alla sanità, Silvio Paolucci. Oltre all’organico medico, chiedono anche rinforzo infermieristico per frenare l’indebolimento (per alcuni voluto) del reparto di chirurgia di Sant’Omero.
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