Energia da rifiuti bruciati, ancora tensioni

3 Marzo 2023

Atri. Assemblea con cittadini, ambientalisti e amministratori contro l’impianto nella zona industriale

ATRI . Non si attenua la tensione sul progetto per l’attivazione di un coinceneritore nella zona industriale in località Stracca di Casoli di Atri. L’intervento, promosso da un’azienda della zona per ricavare calore bruciando gli scarti di produzione, è stato al centro di un’assemblea dei residenti tenuta nella sede l’associazione che porta il nome della contrada. Durante l’incontro, durato più di due ore e coordinato da Alessandro Demetrio, componente del comitato civico, si sono susseguiti gli interventi di Francesco Paolo Febbo, legale incaricato dall’amministrazione comunale di Atri, Tommaso Giambuzzi, ingegnere anch’esso designato dall’ente a seguire la procedura per l’impianto avviata in Regione, e in collegamento video da Milano Paolo Crosignani, medico direttore dell’unità complessa di epidemiologia ambientale.
Presenti non solo gli abitanti della zona, ma anche gli amministratori dei Comuni di Atri, Morro d’Oro, Pineto, Silvi e Roseto, rappresentanti di Italia Nostra e Wwf, nonché i comitati anti-discarica di Santa Lucia e Torre San Rocco. «Sono stati esposti tutti i rischi connessi all’installazione del coinceneritore che è l’anello intermedio di una catena industriale che cerca di alimentare il business dei rifiuti mascherandolo da soluzione al problema energetico», affermano i promotori dell’incontro, «è una scelta che andrebbe contro la crescita dell’economia circolare e le stesse direttive europee». A margine dell’assemblea torna sull’argomento anche il Movimento 5 Stelle. «L’epidemiologo che ha seguito l’evento ha precisato che anche se non si può ancora parlare di effetti oncologici come diretta conseguenza degli inceneritori», affermano i consiglieri di Atri, Pineto e Silvi, «certamente gli studi mostrano i numerosi effetti collaterali e dannosi a livello cardio-vascolare e respiratorio». (d.f.)