Ente porto, Alessiani lascia l’incarico delle polemiche

Il segretario di Leu si dimette: «Costantini è un politico piccolo, ma non permetto che instilli nei cittadini il dubbio sulla legittimità di un processo amministrativo»
GIULIANOVA. «Un politico piccolo, capace di fare sciacallaggio su fatti che hanno coinvolto un minore, evitando di trattare temi davvero nodali per il futuro della città». Parole dure quelle che Stefano Alessiani sceglie per il suo comunicato in cui annuncia le dimissioni dall’Ente porto sferrando un attacco a testa bassa contro Jwan Costantini, consigliere comunale di Forza Italia, che nei giorni scorsi aveva denunciato l’affidamento diretto, senza avviso pubblico, di un incarico al segretario provinciale di Liberi e uguali da parte dell'Ente Porto.
Alessiani parla di un attacco ingiusto nei suoi confronti che ha travalicato i confini della dialettica politica e annuncia di rimettere l’incarico per sottrarsi alle speculazioni sul suo conto. «Un signore di nome Jwan Costantini attacca il presidente dell'Ente Porto ed il sindaco di Giulianova perché avrebbero omesso in una seduta e successiva delibera di cda dell'ente il mio nominativo, e per aver omesso di dare adeguata pubblicità al suddetto incarico di sei mesi», dice Alessiani, «secondo Costantini, non essendo giuliese non avrei i requisiti necessari per il ruolo e sarei colpevole inoltre di possedere una connotazione politica chiara e definita». Alessiani dice di essere stato chiamato per un contratto di tre mesi e part time dedicando al lavoro all’Ente porto solo la mattina. «Non ho accettato l’incarico per soldi ma semplicemente per arricchire il mio curriculum con un titolo di servizio. Si può essere d'accordo o meno sull'opportunità politica», continua Alessiani, «ma non si può precludere al sottoscritto la possibilità di collaborare allo sviluppo di una infrastruttura importante con l’argomento di una supposta giuliesità dell'ente. Altresì non posso permettere che un personaggio politico piccolo, come Jwan Costantini, instilli nella cittadinanza il dubbio della legittimità di un processo amministrativo, ma non mi sorprendo, d'altronde è pur sempre capace di fare sciacallaggio politico persino sulla pelle di un minore, il bambino folgorato a Piazza Belvedere, evitando invece la trattazione di tematiche nodali per il futuro della città». Così conclude: «Non scendo alla bassezza di Costantini e non posso tollerare e consentire di fare becere speculazioni sul mio conto e di mettere in discussione la mia integrità morale. Per questa ragione ho deciso di rimettere l'incarico con il dovuto preavviso di legge, anche in modo da salvaguardare tutti coloro che in questa vicenda sono stati mediaticamente colpiti, come ad esempio il sindaco di Giulianova».
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