Entrano nell’inchiesta i grandi progetti edilizi

La Procura accende i riflettori sulla riqualificazione delle ex Acciaierie del sud Ma anche sulla lottizzazione Costa Verde e la costruzione di 18 alloggi popolari
GIULIANOVA. L’obiettivo è provare l’esistenza di un sistema di appalti e mazzette nei grandi interventi edilizi in corso a Giulianova. Perchè è in questa sorta di palude che i pm Andrea De Feis e Luca Sciarretta cercano il filo conduttore di un’inchiesta che non si chiude con gli otto arresti di una settimana fa ma che, con il passare dei giorni, rivela nuovi scenari messi in luce da centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali. Sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti sono finiti anche il piano di riqualificazione dell’ex Acciaierie del sud, il piano di lottizzazione “Consorzio Nuova Costa Verde”, la costruzione di 18 alloggi di edilizia residenziale di via Bellini gestito dalla Giulianova Patrimonio, la società municipalizzata del Comune che ha aveva come amministratore unico Filippo Di Giambattista, attualmente agli arresti domiciliari così come l’ex assessore comunale Nello Di Giacinto. Opere con indagini in corso e per cui scrive il gip Domenico Canosa a pagina 550 dell’ordinanza «la necessità di preservare la genuità delle prove raccolte si accompagna con l’analoga esigenza di svolgere altre attività di indagini preliminari che verrebbero non solo ostacolate, ma addirittura frustrate, dalla sicura azione inquinante che gli indagati realizzerebbero se fossero in libertà».
COPPIA INQUIETANTE. Secondo la Procura non c’è solo la lottizzazione delle Palme a far gola alla dirigente comunale Maria Angela Mastropietro e al marito Stefano Di Filippo (entrambi in carcere) che il giudice, a pagina 550 dell’ordinanza di custodia cautelare, così descrive: «le fonti di prova acquisite nel corso delle indagini e sopra illustrate restituiscono una immagine inquietante dei coniugi Mastropietro e Di Filippo, entrambi assillati dalla continua ricerca di profitti economici da consegnare ad ogni costo mediante il sistematico sfruttamento, attraverso lo schema protettivo della Rima (la società riconducibile a Di Filippo (ndr), di ogni occasione lavorativa ed imprenditoriale originata dall’esercizio, da parte della Mastropietro, della pubblica funzione rivestita e dei propri poteri in materia di lavori pubblici e di edilizia privata».
EX ACCIAIERIE DEL SUD. Si tratta dell’area che si trova in viale Trieste ed oggetto di Prusst, si legge nell’ordinanza «unitamente alla lottizzazione cosiddetta ex zuccherificio Sadam». Scrivono i magistrati, facendo riferimento ad una conversazione tra coniugi intercettata nella vettura intestata alla Mastropietro «Di Filippo e Mastropietro parlano di circa 600/700mila euro di lavori di urbanizzazioni da fare nell’area in parola». Voluminosa la documentazione sequestrata a questo proposito nei locali della società Rima dove, scrivono i pm, «è stato sequestrato un prospetto riassuntivo numerato progressivamente da 1 a 30 con accanto l’indicazione dei vari temi d’interesse, che costituisce una sorta d’archivio dei documenti in possesso dei coniugi Mastropietro Di Filippo e del loro collaboratore Sergio Di Filippo (attualmente ai domiciliari (ndr).
VIA BELLINI. Nella voluminosa documentazione sequestrata sono finiti anche gli atti e i documenti relativi al “Programma di edilizia residenziale pubblica, programmi urbani complessi, Puc, procedura aperta per l’affidamento dei lavori di costruzione di 18 alloggi di edilizia residenziale con locazione a canone sostenibile” in via Bellini. Si legge nell’ordinanza: «Si tratta di un programma di edificazione particolarmente imponente gestito dalla Giulianova Patrimonio, legalmente rappresentata da Filippo Di Giambattista, inrelazione al quale la dirigente Mastropietro ha curato, in qualità di Rup, l’importante gara pubblica aggiudicata». Appalto vinto da una di tta di Caserta. Continua a questo proposito l’ordinanza: «Orbene, dagli elementi di prova acquisiti nel corso delle indagini, secondo quanto evidenziato dalla polizia giudiziaria, sembrerebbe emergere che i coniugi Mastropietro-Di Filippo, sempre attraverso la Rima, erano interessati all’acquisizione in sub-appalto di una parte di lavori». Di quelli aggiudicati alla ditta di Caserta.
VERSO IL RIESAME. Intanto, dopo la fine degli interrogatori di garanzia, non è escluso che alcune difese possano decidere di impugnare l’ordinanza di custodia al tribunale del Riesame. Per ora i coniugi e gli imprenditori edili fratelli Andrea e Massimiliano Scarafoni restano in carcere.
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