Entro fine mese consiglio sulle partecipate

Sarà la prima prova di tenuta. In forse la permanenza nel Cope, possibile la vendita della farmacia
TERAMO. Si torna in aula per le società partecipate. Prima della seduta decisiva sul bilancio di previsione, che in autunno metterà alla prova l'effettiva tenuta della maggioranza, il sindaco Maurizio Brucchi misurerà l'efficacia della sua scelta di restare alla guida comunale già entro le prossime due settimane. A fine mese, infatti, scadrà il termine per l'approvazione in consiglio del documento richiesto dal governo sulla gestione delle partecipazioni in enti e società pubbliche. La data della seduta sarà fissata lunedì della conferenza dei capigruppo e subito dopo il provvedimento sarà esaminato in commissione anticipando il voto decisivo in aula.
L'amministrazione confermerà il proprio coinvolgimento in Ruzzo e Team che gestiscono servizi essenziali per la cittadinanza e di fatto è già uscita dal Mote, il consorzio dei comuni dell'area interna per la gestione dei rifiuti. La quota dell'amministrazione cittadina non è stata ancora venduta, ma l'avvio della procedura per cederla equivale per legge alla sua effettiva dismissione. «È stata fatta la valutazione del pacchetto azionario che ammonta a 1,2 milioni di euro», spiega Brucchi, «e nella prossima assemblea, alla quale già non partecipiamo, sarà proposto agli altri comuni soci». Se nessuno di questi vorrà rilevare le azioni dismesse dall'amministrazione teramana, la quota potrà essere acquisita da altri enti pubblici interessati.
Resta in sospeso, invece, il destino di altre due partecipazioni: quelle relative al Cope, il consorzio per i progetti europei, e soprattutto la farmacia comunale. Su entrambi l'amministrazione deve valutare l'opportunità di conservare le partecipazioni. «Il Cope di recente ha adeguato il proprio statuto dalle disposizioni del decreto Madia», tiene a precisare il sindaco, «per cui si può restare al suo interno». Si tratta, però, di valutare se all'amministrazione conviene mantenere la propria presenza nel consorzio. Sulla farmacia comunale pesa, invece, quella che Brucchi definisce «confusione normativa». La legge, infatti, ha più volte modificato i parametri economici al di sotto dei quali è imposta la cessione dell'attività inaugurata quattro anni fa. «La farmacia è partita bene», spiega Brucchi, «ma ha subìto un calo dovuto agli effetti del terremoto». Bisogna valutare, dunque, la possibilità normativa e finanziaria di conservarne la quota di maggioranza. (g.d.m.)
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