Epidemia di gastroenteriti, tutti assolti

Nessuna responsabilità degli allora vertici di Ruzzo e Spt per gli sversamenti nel mare di Alba Adriatica nell’agosto 2010
TERAMO. Nessuna responsabilità da parte del Ruzzo e della controllata Spt per i numerosi casi di enteriti e gastroenteriti che nell’agosto 2010 portarono in ospedale decine di persone, tra cui molti bambini, che si trovavano in vacanza ad Alba Adriatica. A stabilirlo è la sentenza con cui ieri pomeriggio il giudice Flavio Conciatori ha assolto tutti gi imputati nell'ambito del processo sul presunto malfunzionamento dei depuratori di Alba, Sant'Omero, Sant'Egidio, Nereto e Corropoli, all'epoca gestiti dalla Ruzzo Reti, e che secondo l'accusa sarebbero stati responsabili dell'inquinamento del torrente Vibrata e quindi del tratto di mare antistante il comune di Alba Adriatica.
A giudizio erano finite sei persone tra gli allora vertici del Ruzzo e della controllata Spt, alle quali venivano contestati reati che andavano dal disastro ambientale all'epidemia colposa (per i quali c'è stata l'assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”) fino alle lesioni: Giacomo Di Pietro, Gian Mario Fabbi, Domenico Giambuzzi, Enrico Maria Giuseppe Bisanzio, Alfonso Cuccodrillo e Domenico De Flavis (per quest'ultimo il giudice ha disposto il non doversi procedere per la morte dell'imputato). Nel corso della requisitoria il pm Laura Colica, titolare del fascicolo, aveva chiesto la condanna ad un anno e sei mesi per Di Pietro e Fabbi (che oltre al reato di epidemia colposa rispondevano anche delle lesioni, per le quali sono stati assolti per intervenuta prescrizione), ad un anno per Giambuzzi e a 10 mesi per Cuccodrillo (che è stato assolto dal reato di lesioni con la formula “per non aver commesso il fatto”) e l'assoluzione per Bisanzio, oltre al non doversi procedere per De Flavis, deceduto nel corso del processo.
Per capire le ragioni dell'assoluzione bisognerà attendere il deposito delle motivazioni, ma è presumibile che a segnare la strada sia stata la super perizia rimessa dai consulenti nominati dal tribunale. Se l'accusa aveva infatti individuato un nesso di causalità tra i malori avvertiti da cittadini e turisti e l'inquinamento del Torrente Vibrata e, di conseguenza, del tratto di mare antistante Alba Adriatica, imputandolo al malfunzionamento dei sei depuratori della Val Vibrata, gestiti all'epoca proprio dalla Ruzzo Reti, i periti del tribunale erano arrivati a conclusioni diverse. Per i docenti Marco Guida e Massimiliano Fabbricini, infatti, tutti gli impianti di depurazione "incriminati", negli anni 2007-2010, «erano proporzionati e funzionali alla corretta attività di depurazione delle acque reflue», seppur con configurazioni impiantistiche obsolete che avrebbero «richiesto una gestione del servizio depurativo particolarmente attenta e minuziosa». Gli stessi periti avevano invece sottolineato come sugli eventi del 2010 poteva aver inciso in maniera non trascurabile lo stato del torrente Vibrata, diventato negli anni «un collettore di fogne segnato da scarichi abusivi a non finire».
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