Erba altissima nei parchi della città, raffica di proteste

1 Luglio 2016

TERAMO. Alla vigilia dell’arrivo degli ospiti stranieri della Coppa Interamnia, le aree verdi pubbliche della città sono in uno stato penoso. Gli sfalci effettuati a maggio sembrano lontani anni...

TERAMO. Alla vigilia dell’arrivo degli ospiti stranieri della Coppa Interamnia, le aree verdi pubbliche della città sono in uno stato penoso. Gli sfalci effettuati a maggio sembrano lontani anni luce visto che l’erba, complice una congiuntura meteo particolarmente piovosa, è ricresciuta a livelli da savana. Fioccano le proteste, in particolare dai frequentatori del parco fluviale ma non solo. Ad esempio lamentele arrivano anche da genitori di bimbi che vivono alla Gammarana e vanno a giocare nell’area verde di fronte al parco della scienza.

«Il Comune vari il regolamento dei comitati di quartiere e di frazione». La sollecitazione parte da Vincenzo Flamminj, presidente del comitato di frazione di Garrano, che trae spunto dalla recente proposta dell'assessore Roberto Canzio di affidare a gruppi di cittadini la cura del verde pubblico. «ll miraggio di eventuali contributi ha provocato il proliferare di comitati e coordinamenti impropri e illegittimi», afferma Flamminj, «che hanno poco a che vedere con l'obiettivo di favorire la nascita di organismi promotori del dialogo con l'amministrazione». Il rappresentante di Garrano, che si esprime anche a nome di Villa Ripa, Ponzano, Monticelli, Varano, Colle Santa Maria, San Pietro ad lacum, Villa Gesso, Villa Rupo, Villa Marini, Magnanella, Castagneto e dei comitati promotori Scapriano-Ponte Vezzola, Madonna delle Grazie, Mezzanotte e viale Bovio-via Rischiera, oltre a evidenziare il problema «di come dei volontari possano garantire la sicurezza a cose e persone nell'attività di manutenzione» sollecita il rilancio dell'iniziativa avviata dall'ex assessore Rudy Di Stefano per «disciplinare l'istituzione, le funzioni e le prerogative dei comitati, affinché possano essere riconosciuti quali "rappresentanti territoriali ufficiali", per mezzo di un regolamento che per ora sembra rimanere volutamente una bozza». Secondo lui, infatti, l'ammistrazione ritarderebbe l'adozione del provvedimento «al fine di generare caos in merito ai comitati, riservandosi in tal modo la facoltà di scegliere quali di essi ritenere legittimo oppure illegittimo». (d.v.-g.d.m.)