Erosione, la Regione accelera sulle scogliere

6 Gennaio 2021

Alba Adriatica, entro giugno sarà pronta la spiaggia di alimentazione Il presidente del comitato dei balneatori Cartone: «Un primo risultato» 

ALBA ADRIATICA. Spiaggia di alimentazione finita entro la metà di giugno e progetto per le scogliere pronto nel 2021. Queste le tempistiche che i rappresentanti della Regione Abruzzo avrebbero annunciato ad amministrazione e operatori turistici di Alba Adriatica nelle riunioni delle ultime settimane.
Si tratta di un cronoprogramma non diffuso pubblicamente, nemmeno dalle note sul tema del sottosegretario della giunta regionale Umberto D’Annuntiis. Per la spiaggia di alimentazione, ossia l’opera temporanea da oltre due milioni di euro per frenare l’erosione e le mareggiate lungo la costa nord albense per un periodo di circa 5 anni, si tratta di una conferma che spegne i timori degli ultimi mesi. La Regione, infatti, sembra aver risolto il nodo politico sui pennelli perpendicolari, che comparivano nella bozza iniziale come sostegno al corposo ripascimento previsto, ma che avevano spinto gli operatori turistici della zona sud di Alba e quelli di Tortoreto sulle barricate a causa del rischio di spostamento dell’erosione verso Villa Fiore. La Regione ha optato per una sorta di compromesso: si faranno due pennelli (uno davanti alla Bambinopoli e uno davanti via Turati), ma più corti di quelli previsti inizialmente, sepolti e completamente circondati dai 100mila metri cubi di nuova sabbia piazzata col corposo ripascimento. Ora la Regione vuole procedere speditamente, pandemia e intoppi permettendo: i lavori per la realizzazione dei pennelli sarebbero previsti già tra marzo e aprile, mentre il ripascimento dovrebbe terminare entro il 15 di giugno, consentendo alle concessioni dei 700 metri di costa interessata di poter lavorare in estate. Negli incontri delle settimane scorse, però, si è parlato ovviamente anche della messa in sicurezza definitiva dell’arenile da Martinsicuro al porto di Giulianova. La Regione avrebbe promesso un progetto vero e proprio entro il 2021. Qui un nodo bisogna ancora risolverlo: la bozza iniziale prevede un sistema “a celle”, composte sia da barriere di scogli parallele sia da pennelli perpendicolari. Il sistema non piace agli operatori albensi e tortoretani che, compatti, hanno chiesto solo le prime. Poi bisogna trovare i fondi, cioè diverse decine di milioni di euro, che la Regione si è impegnata a cercare subito. «Al di là del dibattito in corso, sottolineiamo con soddisfazione la nuova consapevolezza sulla necessità di installare scogliere a difesa della costa, da parte della Regione e degli attori in campo», commenta il presidente del comitato anti-erosione, espressione soprattutto dei balneatori della costa nord albense, Dino Cartone, «le barriere parallele restano il nostro obiettivo principale. Ma possiamo guardare con positività anche la spiaggia di alimentazione, che ci permetterà di piazzare gli ombrelloni dopo le mareggiate del 2020».
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