Esercitazione per i soccorsi in un allarme chimico

11 Ottobre 2016

TERAMO. Si è conclusa a L’Aquila, in un’area addestrativa militare, la prima fase dell’esercitazione ‘Medusa 2016’. Protagonista il reparto operativo di emergenza (Roe, nella foto) del corpo...

TERAMO. Si è conclusa a L’Aquila, in un’area addestrativa militare, la prima fase dell’esercitazione ‘Medusa 2016’. Protagonista il reparto operativo di emergenza (Roe, nella foto) del corpo militare dell’Ordine di Malta, molti dei cui uomini provengono da Teramo, impegnato nell’attivazione di un dispositivo sanitario campale articolato e complesso, denominato appunto Medusa, che è l’acronimo di ‘Medical Uncommon Specialized Activities’. «Si è trattato di una esercitazione di allarme e approntamento caratterizzata da un realismo spinto», spiega il comandante del reparto, colonnello Giuseppe Galatioto Paradiso «per verificare le modalità di risposta, le capacità del personale a operare anche in situazioni critiche, le criticità del sistema e la reale efficacia di un dispositivo sanitario complesso in presenza di un grave rischio Nbc e in particolare di un evento di tipo chimico». L’ipotesi operativa prevedeva infatti la risposta a un’aggressione con uso di una miscela composta da ammoniaca e acido cianidrico. (f.ce.)