Esiste una via d’uscita per il debito Franchi

17 Febbraio 2015

La legge di stabilità potrebbe consentire il pagamento dei 4 milioni e mezzo in un’unica soluzione

GIULIANOVA. Una possibile via di fuga per pagare i 4 milioni e 400mila euro dovuti agli eredi Franchi (dopo il loro rifiuto alla rateizzazione), è stata individuata ieri durante la riunione del gruppo di lavoro istituito dal sindaco Francesco Mastromauro. La soluzione ipotizzata è di utilizzare la legge di stabilità del 2015 che prevede la possibilità di chiedere alla Regione maggiori spazi di manovra finanziari per incentivare le spese di investimento, in cui dovrebbe rientrare l’esproprio del 1979 del parco Franchi. «Grazie ai preziosi contributi del professor Vincenzo Cerulli Irelli», ha dichiarato il sindaco, che ha annunciato di voler convocare un’assemblea pubblica per spiegare ai cittadini ogni aspetto della questione, «presente come consulente, abbiamo esaminato in dettaglio la normativa nazionale e regionale per trovare soluzioni utili a corrispondere l’intera somma, attingendo alle risorse che abbiamo avuto cura di accantonare in bilancio, aggirando il vincolo del patto di stabilità. In particolare, proprio nella legge nazionale di stabilità 2015 c’è la possibilità di richiedere alla Regione maggiori spazi di manovra finanziari per incentivare le spese di investimento. E poiché il debito Franchi rientra tra gli investimenti, in quanto finalizzato ad un’opera di pubblica utilità, vi sono margini praticabili per inserire la somma dovuta tra i debiti maturati entro il 2014». Questa non è l’unica opzione, sono allo studio strade alternative per evitare che l’esborso abbia ripercussioni negative sulle finanze del Comune. Previsto anche un incontro con gli organi ministeriali per verificare a che punto sia la rideterminazione degli obiettivi del patto di stabilità degli enti locali. «Anche l’Anci», ha concluso Mastromauro, «si è impegnato a presentare una proposta in merito insieme con la richiesta di un fondo di 100 milioni per affrontare alcune spese, comprese proprio quelle derivanti dagli espropri passati che stanno mettendo in ginocchi moltissimi Comuni». (m.t.)

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